Il Tar Sicilia ha sospeso il calendario venatorio regionale, accogliendo il ricorso di Federazione Nazionale Pro Natura e Leal, supportate da Cabse Green Impact. L’ordinanza del 27 luglio 2026 ha interrotto la preapertura della caccia, salvaguardando temporaneamente migliaia di uccelli migratori. La decisione è cruciale per la tutela delle tortore selvatiche, specie in drastico calo in Europa.

La Sicilia è stata evidenziata dalle associazioni ambientaliste come punto chiave per le migrazioni tra Mediterraneo e zone umide costiere, con il passaggio annuale di decine di migliaia di rapaci e centinaia di migliaia di altri uccelli, molte specie in stato critico.

La Regione è stata criticata per aver incluso specie vulnerabili nel calendario venatorio, ignorando le indicazioni dell’Ispra e l'assenza, da otto anni, di un piano faunistico venatorio obbligatorio. Il ricorso sarà discusso il 20 ottobre 2026; fino al 20 settembre gli uccelli potranno migrare senza rischio di caccia legale.

Critiche e proposte per una gestione sostenibile

Le associazioni ricorrenti ribadiscono che la sospensione della preapertura è fondamentale per la sopravvivenza delle specie migratorie. Denunciano una gestione regionale che favorirebbe le lobby venatorie, con investimenti insufficienti per la tutela della fauna e controlli carenti. Invitano la Regione a promuovere alternative sostenibili come il birdwatching e il turismo ecologico.

Contrasto alla caccia illegale e tutela della fauna

Il Corpo Forestale della Regione Siciliana controlla le regole della caccia e tutela l'ambiente. L’operazione “Coturnix 3” nel Siracusano ha contrastato la caccia illegale alla quaglia, sequestrando apparecchi acustici vietati. L’assessore regionale al Territorio ha sottolineato l’importanza di tali azioni per la salvaguardia della biodiversità, invitando la cittadinanza a collaborare. Le attività sono coordinate dall’Ispettorato ripartimentale di Siracusa.

Nonostante le normative regolino la caccia, il bracconaggio persiste, spesso legato a dispositivi illegali. Il costante monitoraggio delle aree interessate rimane imprescindibile.