Un incendio è divampato nel pomeriggio del 7 luglio 2026 in un campo di sterpaglie situato tra Sezzadio e la frazione Mantovana di Predosa, nell'Alessandrino. L'episodio, che ha richiesto un rapido intervento, si è verificato in un contesto di vento sostenuto, con raffiche registrate dalle centraline Arpa superiori ai 30 chilometri orari. Questa condizione meteorologica ha purtroppo favorito la rapida propagazione delle fiamme, che si sono estese verso le colline circostanti.
Per affrontare l'emergenza, sono state mobilitate sei squadre dei Vigili del Fuoco, supportate da otto mezzi operativi, affiancate dai volontari dell'Aib.
Il loro tempestivo intervento ha permesso di contenere l'avanzata del fronte del fuoco, limitando significativamente l'estensione dell'incendio. Le operazioni di spegnimento sono proseguite senza sosta fino alla completa messa in sicurezza dell'area colpita.
La situazione rimane critica in Piemonte: per le giornate di mercoledì 8 e giovedì 9 luglio, il livello di pericolo incendi è stato classificato a 4 (arancione), indicando un rischio elevato. A complicare ulteriormente il quadro, per la giornata successiva sono previste temperature particolarmente alte, con 38 gradi reali e 40 percepiti, tra le più elevate registrate nella regione.
Allerta massima e misure preventive in Piemonte
In risposta alle condizioni meteorologiche avverse, caratterizzate da temperature elevate e una prolungata siccità, la Regione Piemonte ha dichiarato lo stato di massima pericolosità per gli incendi boschivi, con decorrenza da mercoledì 8 luglio.
Tale provvedimento è stato adottato in seguito al bollettino di previsione del pericolo incendi, emesso dal Centro funzionale di Arpa Piemonte, e alla luce dei numerosi roghi che hanno interessato il territorio regionale, mettendo a dura prova il Sistema antincendi boschivi e la Protezione civile.
Durante il periodo di massima allerta, sono state imposte severe restrizioni per prevenire nuovi inneschi. È vietata la combustione di residui vegetali agricoli e forestali, così come l'accensione di fuochi entro un raggio di 100 metri da terreni boscati, arbustivi e pascolivi. Sono altresì proibite tutte le azioni che possano, anche minimamente, favorire l'innesco di un incendio: tra queste, l'uso di apparecchi che producano faville o brace, il fumo, la dispersione di mozziconi o fiammiferi e il lasciare veicoli a motore incustoditi a contatto con materiale vegetale combustibile.
L'utilizzo di lanterne volanti e qualsiasi generazione di fiamma libera non controllabile è categoricamente proibito. La durata di queste misure restrittive sarà modulata in base all'andamento delle temperature e all'arrivo di precipitazioni, che potranno riportare i livelli di rischio a una condizione di normalità.
L'impegno delle squadre di emergenza e la collaborazione civica
Le squadre dei Vigili del Fuoco e i volontari dell'Aib continuano a essere impegnati senza sosta nella gestione e nel monitoraggio degli incendi. La loro azione si concentra su presidi costanti e interventi rapidi per contenere i fronti di fuoco e prevenire l'ulteriore estensione delle fiamme. La collaborazione sinergica tra i diversi enti coinvolti è riconosciuta come essenziale per la tutela del patrimonio naturale e per la sicurezza della popolazione.
Si rinnova l'appello alla cittadinanza: è fondamentale segnalare tempestivamente al numero unico di emergenza 112 qualsiasi avvistamento di incendio. È altrettanto cruciale non ostacolare in alcun modo le operazioni di spegnimento, sia quelle condotte a terra dalle squadre operative sia quelle che coinvolgono i mezzi aerei, i quali si riforniscono presso i bacini lacustri designati. La prudenza e il rispetto delle normative sono indispensabili per affrontare questa fase critica.