Ha preso il via nell’area marina protetta di Bergeggi, in provincia di Savona, un significativo progetto dedicato alla conservazione degli ecosistemi marini. L’iniziativa, promossa da Legambiente e dall’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) in stretta collaborazione con il Comune locale, si concentra sull’utilizzo di biomateriali innovativi, sostenibili e biodegradabili. L’obiettivo primario è il restauro degli habitat marini e la riabilitazione delle specie a rischio, elementi cruciali per la biodiversità del Mediterraneo.
La ricerca alla base di questi materiali all’avanguardia è stata condotta dai ricercatori dell’IIT, che hanno lavorato fianco a fianco con un team di biologi marini dell’Università di Milano-Bicocca.
Insieme, hanno sviluppato e brevettato biomateriali di origine naturale, la cui composizione si basa su oli vegetali e su componenti che mimano fedelmente la struttura delle rocce marine. Questi composti sono costituiti da due parti modellabili che, una volta mescolate sott’acqua, induriscono rapidamente in circa venti minuti, garantendo così stabilità e adesione duratura alla roccia.
L’applicazione pratica di tali materiali sostenibili è fondamentale per ancorare e restaurare specie coralligene di grande interesse biologico. Tra queste spiccano la madrepora a cuscino (Cladocora caespitosa) e la gorgonia rossa (Paramuricea clavata). L’ambizioso obiettivo è ripopolare i fondali liguri con queste specie marine, considerate essenziali per la salute e l’equilibrio dell’ecosistema marino, attualmente a rischio.
Dettagli operativi e obiettivi del progetto
Nel quadro di questa collaborazione strategica, Legambiente affiderà all’IIT le attività di ottimizzazione, produzione e applicazione sperimentale dei biomateriali. Questa sinergia permetterà di mettere a disposizione competenze scientifiche e tecnologiche di eccellenza, finalizzate allo sviluppo di nuove soluzioni a basso impatto ambientale. L’iniziativa si inserisce in un contesto più ampio di tutela e valorizzazione del patrimonio naturale, mirando a contrastare efficacemente la perdita di biodiversità marina e a favorire la conservazione delle specie più vulnerabili.
L’area marina protetta di Bergeggi e le sue peculiarità
L’area marina protetta di Bergeggi è un sito di notevole importanza ecologica, caratterizzato da un elevato livello di tutela ambientale.
Al suo interno, alcune zone sono designate come riserva integrale, dove vigono rigorosi divieti di navigazione, ancoraggio e balneazione, a protezione della sua integrità. La fragilità e il pregio di questo ecosistema sono costantemente minacciati sia da comportamenti irresponsabili che da forme di inquinamento.
A testimonianza di queste minacce e dell’impegno nella loro mitigazione, l’area è stata recentemente teatro di un intervento cruciale. I carabinieri del Nucleo subacquei di Genova, supportati dal comando provinciale di Savona, hanno rimosso una rete da pesca abbandonata, tristemente nota come "rete fantasma". Questa rete, rinvenuta su un fondale di circa 30 metri e avviluppata a una boa di segnalazione proprio nella zona di riserva integrale, rappresentava un grave pericolo.
Le reti fantasma, infatti, causano un danno incalcolabile alla flora e alla fauna marina, continuando a praticare la pesca involontaria per anni e rilasciando microplastiche nel mare per decenni. La segnalazione di questa anomalia è giunta al reparto subacqueo dal centro diving Divenjoy di Noli, evidenziando l’importanza della vigilanza locale.
Il progetto sui biomateriali innovativi si colloca dunque in un quadro complessivo di azioni concrete volte a preservare e ripristinare l’integrità degli habitat marini. Questa iniziativa contribuisce in modo significativo alla salvaguardia della biodiversità e alla promozione della sostenibilità ambientale nell’importante area di Bergeggi.