Nelle pittoresche colline della frazione San Michele di Alife, in provincia di Caserta, è stato presentato il Dolomieu, il primo Chardonnay in purezza del Matese. Questo vino rappresenta il culmine di una sfida vinta dall'imprenditore Francesco Testa e da sua figlia Maria Pia Francesca, che durante gli anni della pandemia da Covid hanno intrapreso l'ambizioso progetto di riconvertire una cava dismessa, trasformandola in un fiorente vigneto e uliveto.

La produzione attuale si attesta su circa 15mila bottiglie, frutto di vigneti che si adagiano su terreni collinari e sassosi.

La peculiarità di questi suoli è la ricca presenza di dolomia, una roccia sedimentaria composta da calcare e magnesio. Queste condizioni pedoclimatiche uniche conferiscono al Dolomieu una spiccata sapidità, mineralità e carattere, rendendolo un'espressione autentica del territorio. Il nome stesso, Dolomieu, è un tributo a Déodat de Dolomieu, il geologo francese che scoprì questa roccia, e narra la profonda storia geologica del Matese.

Tenuta Donna Paola: un progetto tra vigneti e riqualificazione

La Tenuta Donna Paola si estende su circa 16 ettari, abbracciando rilievi, antichi uliveti di Tonda del Matese e diversi vigneti. Qui si coltivano varietà come Falanghina, Chardonnay, Merlot, Casavecchia e Pinot, distribuiti tra le alture di Colle Capasso e San Michele.

I vigneti si aprono sul versante casertano del Parco Nazionale del Matese, incorniciati da boschi di lecci e antiche vie pastorali. La vicinanza alla cava di dolomia, da cui i vini traggono forza e identità, è un elemento distintivo del progetto. Gli imprenditori hanno evidenziato che “È qui che nasce la storia di Tenuta Donna Paola, dove si coltivano Falanghina, Chardonnay, Merlot, Casavecchia e Pinot, distribuiti tra le alture di Colle Capasso e San Michele”.

Il microclima unico della zona, unito a una particolare esposizione e alla ricchezza dei suoli in dolomia, contribuisce a forgiare le eccezionali caratteristiche organolettiche dei vini. La riconversione della cava dismessa in un'area agricola produttiva è parte integrante di un ambizioso progetto di riqualificazione ambientale che mira a valorizzare l'intero territorio.

“Calici di Viti”: un evento per il vino e il territorio

La presentazione ufficiale del Dolomieu ha rappresentato il momento culminante dell’evento “Calici di Viti”, una rassegna promossa da Coldiretti Caserta e dalla Tenuta Donna Paola. Il corso di avvicinamento al vino, strutturato in cinque appuntamenti, ha offerto un percorso formativo completo. Durante la manifestazione, i partecipanti hanno potuto godere di tour guidati nei vigneti di Colle Capasso, esplorare la storica chiesa di San Michele Arcangelo e partecipare a una masterclass di alto livello. Quest'ultima, condotta dal sommelier AIS Pietro Iadicicco, ha avuto come tema “L’arte dell’abbinamento perfetto”, approfondendo le sinergie tra vino e gastronomia.

L'evento ha visto la partecipazione di importanti realtà locali, tra cui Manuel Lombardi, che ha presentato il suo rinomato conciato romano, e la cooperativa “Viticoltori del Casavecchia” di Pontelatone, espressione della tradizione vitivinicola del territorio. La rassegna si è conclusa con una degustazione di piatti del Pastificio Martino di Alife e una spettacolare esibizione freestyle del pizzaiolo Simone Zullo, Campione Mondiale Pizzaiuolo – Caputo Cup. Zullo ha deliziato i presenti con una marinara preparata con olio extravergine e origano del Matese, ingredienti che gli hanno valso la vittoria nel campionato. Il corso è stato curato dalla sezione Coldiretti di Alife, sotto la supervisione della responsabile Giusy Loffreda e della giornalista Adele Consola.

Giuseppe Miselli, direttore Coldiretti Caserta, ha sottolineato l'importanza di tali iniziative: “Iniziative del genere sono fondamentali soprattutto per valorizzare le aree interne. Un corso pensato con il chiaro intento di guidare esperti e neofiti”.