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Ogni metropoli contiene migliaia di strade, ma ce ne sono alcune che caratterizzano la città. Quando si parla di via Sparano, viene subito in mente Bari. Via Sparano è la “strada delle palme”, quella dei negozi, quella del passeggio e dei caffè, chiusa al transito dei mezzi a motore e caratterizzata dalla diffusa presenza di palme che sorgono sul manto stradale e da diversi sedili posti intorno ad esse.

Sorge contigua a Piazza Aldo Moro, antistante alla stazione ferroviaria, e termina a due passi dalla suggestiva Bari vecchia. E' frequentata di giorno e di sera, da giovani e meno giovani, da residenti, turisti e studenti.

Via Sparano sta cambiando completamente volto, suscitando il malcontento di molti cittadini e forestieri, per quello che considerano un pugno in un occhio. Ma non solo. Anche i commercianti, soprattutto i gestori dei caffè e di locali di ristorazione che sorgono lungo la strada, sono preoccupati, perché temono di non poter più utilizzare più gazebo e tavolini.

Tutto è nato con il progetto di riqualificazione dell'area voluto dall'attuale giunta comunale, presieduta dal Sindaco Antonio Decaro. Il progetto prevede la realizzazione di sei salotti a tema, che dovrebbero richiamare elementi identitari e commerciali della strada, suddivisi per altrettanti isolati, con pavimentazione e arredamenti differenti, compresi sedie e sedili. Saranno eliminati i marciapiedi, mentre il verde pubblico sarà costituito da fioriere sistemate ad ogni angolo.

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L'aspetto più originale, ma anche tra i più dibattuti del progetto, è rappresentato dall'effetto cannocchiale, in base al quale dalla stazione ferroviaria dovrebbe poter essere visibile vedere in prospettiva largo Chiurlia. Questo ha imposto l'estirpazione di 24 palme, che verranno reimpiantate nel Parco 2 giugno, che sorge a qualche isolato dal Politecnico di Bari. Piante di alto e medio fusto ne ostacolerebbero la visuale. Per lo stesso motivo potrebbe essere vietata l'installazione di gazebo all'esterno dei locali. E questo è l'aspetto che più di tutti preoccupa i baristi e i ristoratori, che temono quindi una riduzione della clientela, dovuto alla perdita dei posti a sedere all'esterno, e di conseguenza anche del personale. Il costo dell'opera ammonta ad oltre 4 milioni e 600 mila euro.

Nei giorni scorsi sono state avviate le operazioni preliminari, che consistono nell'espianto delle prime palme, e negli interventi sulle tubature di acquedotto e gas.I gestori di negozi e locali ristorativi hanno deciso di chiudere per via delle polveri innalzate durante l'esecuzione dei lavori.

L'avvio dei cantieri veri è proprio è previsto a gennaio 2017.

Micaela Paparella, presidente del Municipio ha provato a rassicurare i commercianti, spiegando a lavori ultimati tutte le domande per il posizionamento di sedie e tavolini verranno analizzate e che gli spazi per le attività commerciali verranno rimodulati in base al nuovo assetto e alle nuove planimetrie.

Protestano molti cittadini di Bari, consapevoli che stanno per dire addio alla vecchia via Sparano. Per opporsi a questo progetto molti di loro si sono uniti nel “Comitato per via Sparano”, ma le loro richieste non sono state esaudite. Senza verde, così come previsto il progetto, a loro parere, via Sparano, una delle strade più vivaci e vitali di Bari, sembrerà un cimitero.