È quello che succede quando l’uomo accoglie la storia, la sua storia, la storia dell’umanità. Barletta sarà la capitale mondiale della musica concentrazionaria, merito di un progetto, quello della cittadella ad essa dedicata, che sorgerà negli spazi dell’ex Distilleria della città della Disfida, la città dei primati (come è stata definita) e che nella giornata di ieri è stato presentato a Roma, presso la Sala Koch di Palazzo Madama, all’interno del Senato della Repubblica, su iniziativa del Senatore barlettano Ruggiero Quarto (M5S).

Grande l’emozione nelle parole del pianista pugliese Francesco Lotoro, padre della cittadella nonché presidente della Fondazione Istituto di Letteratura Musicale Concentrazionaria, che con il fare scientifico, proprio di un musicista, ha dedicato parte della sua vita, ben trent’anni, alla raccolta e alla catalogazione di un numero così elevato di opere (migliaia) da non poter restare relegate nei salotti dei collezionisti, né tra le mani dei discendenti dei prigionieri dei campi di concentramento, perché appartenenti al mondo intero.

La musica che salva la vita

Componimenti, spartiti, musica nati lì dove alla vita non era concesso spazio né tempo. Quell’immenso patrimonio storico, simbolo di una letteratura ebraica sviluppatasi nei campi di concentramento, sarà accessibile al pubblico, consultabile e riproducibile. Testimonianza di un’umanità negata, di una resistenza a quella disumanità che macchiò l’intera Europa tra il 1933 (data di apertura del lager nazista di Dachau) e il 1953 (morte di Josif Stalin e amnistia dei prigionieri nei gulag sovietici). «In tal modo – ha comunicato il maestro Lotoro – se non è stato possibile salvare la vita di uomini e donne, saremo almeno riusciti a salvare la loro musica, e questo equivale ad aver salvato loro la vita nel suo significato metastorico e metafisico».

Il progetto

L’ambizioso progetto, nato sotto la Politica di riqualificazione delle periferie cittadine, sarà realizzato grazie alla collaborazione tra la Regione Puglia e il Comune di Barletta. La città, così, diventerà meta di un turismo culturale unico nel suo genere, che troverà spazio nella pluralità di dipartimenti in cui sarà suddivisa la struttura, così come illustrato dall’architetto Nicolangelo Dibitonto.

Da un lato, il Campus delle scienze che sarà il Polo Nazionale della Musica Ebraica, dall'altro la Bibliomediateca all'interno della quale saranno custoditi spartiti e componimenti recuperati. Si passa, quindi, al Thesaurus Memoriae Museum che ospiterà tutto il materiale artistico prodotto nei campi e proporrà percorsi tematici per i visitatori.

Il Teatro Nuovi cantieri, invece, sarà uno spazio dotato di 150 posti a sedere, pronto ad accogliere, all'aperto, circa mille spettatori. Ci sarà, infine, l’Hotel studentesco, struttura pensata per studiosi o visitatori in visita presso la cittadella.