Durante un recente convegno alla Camera dedicato ai temi costituzionali, il leader del Movimento 5 Stelle ha aspramente censurato l'atteggiamento della Presidenza del Consiglio riguardo al conflitto che sta colpendo l'Iran e il Medio Oriente. Giuseppe Conte ha evidenziato come Giorgia Meloni abbia adottato una linea diplomatica ambigua, rifiutandosi sia di appoggiare esplicitamente l'offensiva condotta da Washington e Tel Aviv contro Teheran, sia di prenderne ufficialmente le distanze.

La posizione del governo sull'Iran

L'ex premier Giuseppe Conte ha speso parole molto dure contro la recente posizione di Giorgia Meloni in merito al conflitto che sta attraversando l'Iran e il Medio Oriente.

Il leader dei Cinque Stelle ha ironizzato sulla posizione del governo, definendola un'inedita e paradossale "terza via" che, a suo dire, svuota di significato il concetto stesso di leadership e di autonomia decisionale.

Conte ha inoltre esortato l'attuale esecutivo a riappropriarsi di una reale autorevolezza internazionale, sottolineando come la dignità delle istituzioni non si misuri attraverso la protezione di figure controverse, ma tramite azioni concrete e coerenti sul piano diplomatico. Più in generale, l'affondo di Conte sottolinea come il ruolo che gioca l'Italia in questa gravissima crisi internazionale sia quelo di un attore marginale e "subalterno" nello scacchiere globale.

Il leader pentastellato invita al multilateralismo e punta il dito sula mancata condanna fatta a Donald Trump e a Israele per l'attacco sferrato all'Iran.Sull’attacco sferrato dagli Stati Uniti e da Israele contro l’Iran Giorgia Meloni ha speso parole che hanno generato non poche polemiche, sostenendo che non condivide né condanna.

Le parole di Conte

Conte parte dalle parole della premier per lanciare l'affondo contro il governo: "Ha costruito una terza via di politica estera, che non avevamo mai sperimentato. Come quando si scherza con gli amici ‘una parola e poche e due sono troppe’", ha detto Conte. "Ma che leader è?".

"Sono indignato", aggiunge ancora. Davanti ad una grave crisi come questa infatti "non si possono usare certe affermazioni", afferma il presidente del M5s. E nel corso del suo intervento poi tocca anche il tema del referendum costituzionale sulla Giustizia.

"Non vi permettermo di stravolgere i nostri pilastri democratici, assoggettando i potere della magistratura che deve rimanere autonomo e indipendente ma sul serio, non solo con le vostre declalamzioni di prinicipo", afferma ancora l'ex premier. "Non vi permetteremo di assoggettarlo ai vostri disegni politici, di mettere al riparo la vostra classe politica al riparo dalle vostre inchieste della magistratura".