Le buone notizie per quanto riguarda la condizione economica del nostro Paese non sembrano proprio voler arrivare. Dopo l’indagine condotta da Bankitalia sul reddito delle famiglie, che ha evidenziato come gli italiani siano mediamente più poveri rispetto al 1991, a dare un’ulteriore stangata al morale degli italiani sono arrivati i dati dell’analisi mensile di Confindustria “Congiuntura flash” di gennaio.

Secondo il quadro descritto in questa analisi, mentre “nello scenario globale sono apparsi sprazzi di tenuta e miglioramento”, l’Italia si presenta con una condizione economica di debolezza che si protrarrà almeno per i primi sei mesi del 2012.

Un peggioramento della situazione si registra in particolar modo nel mercato del lavoro, con un tasso di disoccupazione che a novembre ha toccato l’8,6%, mentre in agosto era del 7,9%. Ad aggravare questa già difficile situazione si aggiunge il fatto a fine 2011 è salito il numero delle imprese che nei prossimi tre mesi potrebbero tagliare ulteriormente il loro organico (25%). Allo stesso tempo diminuisce la percentuale di aziende che prevede nuove assunzioni (8,1%). L’atteggiamento delle imprese è infatti caratterizzato da un certo pessimismo nei confronti di ciò che accadrà nei prossimi mesi, per cui la tendenza è di “lasciare a casa” i lavoratori nel caso di una situazione aziendale difficile.

Il problema della disoccupazione, per altro, riguarda anche gli altri Paesi dell’Eurozona, in cui il tasso d disoccupazione è fermo al 10,3%, il suo massimo storico. La conseguenza diretta del calo dell’occupazione si fa sentire in particolar modo sui consumi. Con la diminuzione del reddito disponibile delle famiglie, che è sceso dello 0,3% nel terzo trimestre rispetto al secondo in termini reali e la diminuzione anche nel tasso di risparmio, che è arrivato a toccare i minimi storici (11,6% nel 3°trimestre 2011), gli italiani si sono trovati nella situazione di dover ridurre drasticamente le proprie spese, intaccando in questo modo tutto il settore di consumi. A registrare una significativa contrazione è stato il mercato dell’auto (-2,5% nel 4°trimestre).

La fiducia dei consumatori ha subito una frenata ed è “calata ai livelli del novembre 1993” (91,6%, -3,4 punti sul terzo trimestre), mentre le previsioni sulla condizione economica delle famiglie appaiono ai minimi dal 1992.

Il momento non sembra essere positivo nemmeno per gli investimenti che registrano una forte caduta, mentre anche il mercato dei prestiti desta qualche preoccupazione. Le condizioni di finanziamento sono infatti diventate sempre più penalizzanti soprattutto per le piccole imprese.

A guardare questi dati, nonostante ci siano lievi segnali di miglioramento a livello europeo, i risultati previsti dalle manovre del Governo Monti sembrano essere estremamente lontani. Ci si augura, comunque, che nei prossimi mesi la situazione possa migliorare e che anche il nostro Paese sappia dare qualche segnale di ripresa, per restituire fiducia ai cittadini e alle imprese.