Le banconote dell'euro non sono mai piaciute molto a nessuno. Forse per l'abitudine, forse perché noi italiani ci siamo sempre vantati di avere una moneta (sebbene svalutatissima) esteticamente pregevole, ma quei ponti e quei colori non sono mai diventati popolari.
Gli unici a non avere troppo la puzza sotto al naso sono stati i falsari che, nel giro di dieci anni, hanno affinato le tecniche di contraffazione delle banconote, che pure sono state progettate con standard di sicurezza molto elevati. Per loro “business is business”, non c'è spazio per la nostalgia.
La Banca Centrale Europea ha deciso di sfruttare l'occasione di un restyling estetico per incrementare anche le barriere anti-falsificazione. Nuovi inchiostri e tonalità leggermente diverse accompagneranno una maggiore sofisticazione del materiale: alla carta filigranata in fibra di cotone, lino e canapa subentrerà la fibra di cotone lungo, più rigida e spessa. Infine la calcografia: le linee in rilievo disposte come un trapezio a fianco della cifra verranno impresse anche in altri punti della banconota.
Il disegno nuovo, già in cantiere dal 2004, rappresenterebbe la figura mitologica di Europa, la principessa fenicia rapita da Zeus che, per sedurla, si era trasformato in un toro bianco. Sui bozzetti c'è il massimo riserbo, ma la scelta sarebbe stata accettata da tutti i 17 Paesi di Eurolandia.
Puntare su un motivo più complesso è anche un'ulteriore garanzia contro le truffe. I ponti e gli archi, infatti, sono molto più facili da riprodurre: il primato di “qualità” nella contraffazione spetta ai falsari italiani, seguiti dai bulgari.
I biglietti dovrebbero essere immessi in circolazione da maggio 2013, con un passaggio graduale che permetta di monitorare eventuali pratiche scorrette, su tutte il riciclaggio o i pagamenti in nero. Singolare comunque che, mentre si rischia che la Grecia lasci l'unione monetaria, ci si richiami alla comune radice culturale ellenica proprio sulle banconote.