E’ uno studio denominato “Digital Dinosaurs Report 2012“, condotto da BaseKit Learning (una delle migliori risorse sul web per le piccole imprese e progettisti alla ricerca di suggerimenti, trucchi e consigli di marketing da parte di esperti del settore), che conferma che le piccole imprese si vergognano della loro presenza on-line.

Se la vecchia economia industriale e manifatturiera era orientata ai mercati locali, statali e nazionali, la “nuova” ha un focus globale. Migliaia di consumatori utilizzano sempre più la rete per ottenere informazioni sui prezzi e le caratteristiche dei prodotti, ed è su Internet che cercano e scelgono cosa o da chi comprare.

La scelta del web e della comunicazione multimediale , seppur ancora  minima, da parte delle imprese è motivata dalla volontà di raggiungere utenti diversi da quelli ai quali si rivolge la comunicazione tradizionale, dalla possibilità di moltiplicare le opportunità di far conoscere l’azienda e di diffondere il brand, dalla semplificazione delle procedure, dal risparmio di tempo.

Dall’indagine emerge che un proprietario d’azienda su dieci ha dichiarato che il sito web  della sua attività è obsoleto e inefficace. Il dirigente utilizza addirittura termini come “povero” o “vergognoso“. La contraddizione si inasprisce nell’ammettere che è vero che non fa nulla per cambiare la situazione pur riconoscendo, paradossalmente, che il web è un’utile vetrina per il proprio business.

Lo studio parla chiaro: l’84% delle piccole e medie imprese sono a disagio per la loro poco curata immagine on-line. Il 25% ammette di essere attratto dallo sbarcare sul web in modo degno e guarda ai concorrenti più attrezzati con “invidia”. Incredibile, ma vero!

Il fattore maggiormente critico relativo all'Italia riguarda la presenza in rete delle PMI, vera ricchezza del tessuto produttivo del paese, che è ancora limitata (meno del 50% delle aziende sotto i 10 dipendenti ha un sito, contro l'87% di quelle con oltre 50 addetti).

Lo studio rileva che il 50% delle piccole imprese intervistate ha difficoltà ad adattarsi ai continui cambiamenti tecnologici. Solo il 9% delle imprese ha un sito web compatibile con i tablet e gli smartphone.

Al fine di migliorare la loro presenza online, il 32% delle imprese ammette che migliorerebbe il design del sito, mentre il 17% ha indicato che vorrebbe avere la possibilità di aggiornare il contenuto direttamente.

Tuttavia, internet rende! Il Boston Consulting Group ha condotto un'indagine fra 1000 imprese italiane, rilevando che quelle attive online hanno incrementato i ricavi dell' 1,2% nel triennio, contro una flessione del 2,4% di quelle che hanno un sito ma non fanno reali attività online (di marketing o di e-commerce) e un calo del 4,5% di quelle offline. E ancora: le aziende "online attive" hanno vantaggi in termini di aumento della produttività e di incidenza delle vendite internazionali.

Perché dunque non portarsi al passo con la tecnologia? Siamo forse un popolo troppo vecchio?

Si sente purtroppo tanta gente parlare e scrivere di Rivoluzione digitale 2.0, ma qui siamo ancora all’ABC dell’esser presente on-line.