È risaputo che in Italiai treni spesso regalano spiacevoli sorprese, quali ritardi ecarenze nel servizio. Il costo dei biglietti lievita di anno in annoma, nonostante alcuni miglioramenti e gli investimenti sulle linee adAlta Velocità, restano molte sacche di disagio cheriguardano, il più delle volte, chi il treno lo prende tutti igiorni.
Una linea moltofrequentata e ben poco considerata in materia di miglioramenti è laLucca-Pisa. Il flusso quotidiano di persone è alto essendomolti i lavoratori e gli studenti pendolari che la mattina daLucca vanno a Pisa e la sera ripercorrono la tratta nel sensoinverso.
Non bisogna poi ignorare la presenza dei turisti chescelgono, nella loro permanenza, di spostarsi tra le due città.
La tratta copre 24 kme, a prima vista, un trasporto in linea di massima costante sembraassicurato: tra la mattina e il pomeriggio c'è una media di duetreni all'ora in entrambe le direzioni. Peccato che questi sianocomposti da non più di tre vagoni i quali spesso – eproprio nelle ore di punta – sono ridotti a due o addirittura a unosoltanto. Dal "treno-caffettiera" al "treno-supposta", comesono stati definiti, non è infrequente che il pendolare di turnofaccia il viaggio in piedi pigiato come una sardina – sempre seriesce a salire – a seconda dell'orario in cui si reca in stazione.
Il problema del ridottonumero dei vagoni è dovuto al fatto che alcuni treni non hanno comepunto di partenza o arrivo Lucca, bensì Piazza al Serchio inGarfagnana. Essendo il territorio garfagnino montuoso, usare unmaggior numero di vagoni sarebbe impossibile viste le condizionidella linea. Tuttavia, alcune soluzioni come aumentare ilnumero dei treni nelle ore di punta o nelle tratte più battute,aggiungere o togliere vagoni una volta oltre la Piana di Lucca, nonsono mai state avanzate. Inoltre, i problemi si aggravano in inverno,quando coi primi freddi la Garfagnana si imbianca di neve e diversitreni vengono soppressi.
Prendendo in esame lasola tratta Lucca-Pisa (trenta minuti circa se tutto va bene), sipossono trovare altri controsensi.
La prima fermata dopo Lucca èRipafratta, sempre che i passaggi a livello tra l'una el'altra funzionino a dovere, cosa non scontata negli ultimi tempi. ARipafratta il treno si ferma, pur essendo questa una stazionefantasma senza biglietteria, né obliteratrici, la cui salas'aspetto è stata chiusa nel 2007 senza preavviso e tra le proteste.
La stazione successivasarebbe Rigoli, recentemente rifatta nuova da cima a fondo, maper la maggior parte dei treni non è prevista come fermata. Siarriva poi a S.Giuliano Terme dove spesso il treno restaimmobile almeno dieci minuti per aspettare la dovuta coincidenza,dato che non tutta la linea è su doppio binario. Segue PisaS.Rossore, a due passi dalla Torre, dotata di biglietterieautomatiche nuove di zecca (ma attenzione a pagare con le monete:potreste non ricevere il biglietto e non riavere le monete), spessoadorna di fogli di protesta firmati, appunto, dai pendolari.
Arrivatia Pisa Centrale si tira un sospiro di sollievo.
Il treno, comunque,continua ad essere una valida alternativa per molti, visti i costidella benzina, nonché un modo di spostarsi più eco-friendly.Proprio nei giorni in cui Legambiente fornisce i preoccupantidati sull'inquinamento delle città italiane, avere una maggioreconsiderazione delle linee ferroviarie ad alta movimentazione (e nonsolo quelle ad Alta Velocità) sarebbe un bel segno di lungimiranza.