Lo scorso venerdi 15 marzo si è insediato ufficialmente il Parlamento della XVII legislatura e hanno presoil via le votazioni per l'elezione dei presidenti di Camera e Senato. A Montecitorio la seduta si è aperta alle 10:30, a Palazzo Madama alle 11. La situazione è stata caotica.

Ma vediamo nel dettaglio le modalità di voto dei presidenti.

Alla Camera dei Deputati ha presieduto la seduta il vicepresidente della legislatura precedente più anziano, in questo caso Antonio Leone del Pdl. La votazione avviene a scrutinio segreto. Nella prima votazione è richiesta la maggioranza dei due terzi, ovvero 420 voti che nessuno possiede.

Per il secondo scrutinio basta la maggioranza dei due terzi dei votanti e dalla terza tornata è sufficiente la maggioranza assoluta dei votanti. Per gli eventuali scrutini successivi è richiesta la maggioranza assoluta dei voti, cioè 316, conteggiando anche le schede bianche. Si consideri che grazie al premio di maggioranza il centrosinistra può vantare 340 voti.

Al Senato della Repubblica ha presieduto la seduta il senatore più anziano che in questo caso è il senatore a vita Emilio Colombo con i suoi 93 anni; mentre i sei senatori segretari provvisori sono i sei eletti più giovani, in questo caso tutti appartenenti al Pd e al M5S. La votazione avviene a scrutinio segreto. Al Senato il regolamento prevede che l'elezione si risolva in un massimo di 4 sedute.

Nei primi due scrutini è richiesta la maggioranza assoluta dei voti dei componenti dell'assemblea, pari a 161. Si tenga presente che nessuna coalizione dispone di tale maggioranza. Se tale maggioranza non viene raggiunta, il giorno seguente è sufficiente la maggioranza assoluta dei soli voti dei presenti, conteggiando quindi anche le schede bianche. Se tuttavia nemmeno la terza votazione avrà esito positivo, nello stesso giorno si andrà al ballottaggio tra i due candidati che avranno raggiunto un maggior numero di voti nell'ultimo scrutinio.