Restano a casa, per ora, i Maròaccusati dell'omicidio dei due pescatori in India, nonostante lepromesse dell'ambasciatore e la stampa indiana ci accusa di razzismo.
I due militari sarebbero dovuti rientrare in Italia peresercitare il diritto di voto durante le ultime elezioni politichegrazie a un rilascio "sulla parola" reso possibiledall'ambasciatore italiano in India Daniele Mancini, che si èimpegnato mediante una nota scritta affinché gli imputati fossero diritorno per il processo. Lunedì 11 Marzo tuttavia, la Farnesina haannunciato che i due italiani sarebbero rimasti in Italia.
Sarebbestato proprio questo mancato tener fede agli impegni presi adinnescare la reazione dei giornali stranieri. Parole forti comequelle del First Post che scrive: "Dietro il tradimento italiano sinasconde un sofisticato razzismo. L'Italia non sta contestando ilcrimine o la colpevolezza dei marinai, e alle famiglie delle vittimeè stato anche offerto un risarcimento: semplicemente il governoitaliano non può accettare che dei giudici indiani dalla pelle scurapossano giudicare i suoi cittadini".
Si tratterebbe di "arroganzarazziale" anche per The Hindu Business Line: "i mezzi dicomunicazione e l'opinione pubblica italiana hanno sempre mostratoindifferenza verso la morte dei due pescatori indiani".
Certo è che la disputa ha danneggiatole relazioni tra i due paesi, come scrive Globe and Mail. Il ministro degliesteri Salman Kurshid ha riferito che la questione sarà trattata"con urgenza e determinazione per assicurare che l'India non saràpenalizzata". Si apre così un ennesima crisi diplomatica che sipreannuncia già più longeva del previsto. Intanto l'ambasciatoreitaliano si trova ostaggio del governo indiano che ha dichiarato ildivieto affinché questi lasci il paese.