Sabrina Misseri e Cosima Serrano sono state ritenute colpevoli per l'omicidio della piccola Sarah e condannate all'ergastolo. Lo ha deciso la Corte di d'Assise di Taranto dopo ben cinque giorni di riunione in camera di consiglio, non concedendo alle imputate nessuna attenuante, nemmeno quelle generiche perché incensurate.

La sentenza di condanna all'ergastolo di Sabrina Misseri e della madre Cosima Serrano era attesa da molti addetti ai lavori, persino dal loro difensore, l'avvocato Coppi, il penalista più accreditato in Italia, che si è però detto convinto di poter vincere in Appello e Cassazione, portando i giudici a credere nell'innocenza della sua assistita Sabrina Misseri.

I giudici hanno finito con il reputare poco credibili le dichiarazioni più volte fornite dal  padre di Sabrina Misseri, Michele, che, in varie udienze del processo, ha ribadito di essere stato lui ad uccidere la giovane nipote Sarah Scazzi, in un impeto di rabbia per un rifiuto della ragazza a delle sue avances sessuali.

Il Giudice del Tribunale di Taranto, durante la lettura della sentenza, ha sottolineato di aver recepito in pieno le richieste del Pubblico Ministero, di considerare valido l'impianto accusatorio tracciato e di non concedere nessuna attenuante a Sabrina Misseri e Cosima Serrano perché le due donne, durante la lunga permanenza in carcere in regime di custodia cautelare, non hanno mai mostrato alcun ceno di pentimento né alcuna volontà di collaborare con gli inquirenti.

Sabrina Misseri e Cosima Serrano sono state anche condannate all'interdizione perpetua dai pubblici uffici ed al pagamento delle spese processuali, nonché delle spese per il loro mantenimento in carcere durante il periodo che va dal loro arresto alla celebrazione del processo.

Per ora non si conoscono le reazioni di Michele Misseri, che si è sempre detto colpevole dell'omicidio e che ha minacciato più volte il suicidio nel caso che la moglie e la figlia fossero state ritenute colpevoli dell'omicidio della nipote Sarah Scazzi.