PaoloVillaggio apostrofa come "negra" Cécile Kyenge, ministro dell'Integrazione dell'attualegoverno guidato da Enrico Letta. Complice il clima confidenziale e scanzonatodel programma radiofonico del pre-serale di Radio 24 "La Zanzara", l'attoree scrittore della popolarissima saga dei "Fantozzi", si è lasciato andare abattute e considerazioni non proprio politicamente corrette sui protagonistidella vita politica nazionale: "Non è oltraggioso chiamare negra la Kyenge, èla solita ipocrisia. La sua nomina è una roba teatrale, una specie dibandierina".
Dialogando a ruota libera col conduttore Giuseppe Cruciani, Paolo Villaggioha sciolto le briglie alla provocazione, ironizzando su termini e definizionidi uso giornalistico (e comune) sul delicato argomento del razzismo: "Solo gliuomini di potere desiderano essere chiamati neri, io invece trovo giustochiamarli negri e di conseguenza la ministra negra. Oltretutto Cécile Kyengenon ha neanche il passaporto italiano. Ha 38 fratelli? Colpa dell'attività sessuale sfrenata dei genitori".
Parole al vetriolo, che nel giro dipoche ore sono rimbalzate sul web, sui forum e nei social network creando un polverone (l'ennesimo)attorno all'81enne comico genovese, già in passato al centro di polemiche perdichiarazioni sarcastiche, pungenti e talvolta (più o meno volutamente) offensiverispetto a persone, valori o sentimenti pubblici.
Probabile, alla luce dell'amiciziatra Cruciani, Parenzo e Villaggio, una correzione di tiro in tempo utile nellapuntata successiva de "La Zanzara", con un intervento "riparatore" e qualche doverosaprecisazione per scongiurare ulteriori equivoci sulla natura delle imprudenti affermazionisfuggite durante il collegamento in diretta con la trasmissione di Radio 24.