Il sindaco di Imola è nei guai: Manuela Sangiorgi, eletta primo cittadino con il MoVimento Cinque Stelle lo scorso anno, deve affrontare i problemi interni al consiglio comunale, dopo che ieri il capogruppo del M5S ha dato le sue dimissioni. In attesa di nuovi scenari, si vocifera riguardo ad un possibile passaggio di Sangiorgi tra le file del Carroccio.

Le dimissioni di Simone Righini

Simone Righini, capogruppo del M5s nel consiglio comunale di Imola, ha comunicato le dimissioni dal suo incarico.

Questa mossa rende ancora più complicato il cammino della giunta Cinque Stelle nella città di Imola. Il sindaco Manuela Sangiorgi ha dovuto affrontare già molti problemi a partire dall'inizio del suo mandato, avvenuto nell'estate del 2018: già in passato un consigliere del M5s, Fabiano Carvina, ha cambiato partito ed è passato alla Lega, e successivamente altri sei consiglieri hanno annunciato le loro dimissioni dalla presidenza delle rispettive commissioni, e hanno minacciato di votare con parere negativo il bilancio.

Lo scorso martedì, il nome di Righini era stato proposto per l'elezione del nuovo presidente della commissione, ma non ha avuto i voti necessari, nemmeno tra i suoi colleghi di partito. Lo stesso Righini ammette che ormai non esiste una maggioranza tale che possa sostenere l'amministrazione Sangiorgi. Le opposizioni ritengono la situazione ormai insopportabile, e intanto girano voci sulle possibili conseguenze che potrebbero esserci in comune-

Possibile passaggio alla Lega

Dopo essere stata eletta nel giugno 2018 ed aver strappato l'amministrazione al centrosinistra dopo oltre 70 anni, adesso la giunta è ad un passo decisivo.

Circolano voci in merito ad un possibile passaggio della prima cittadina nel partito della Lega: secondo alcune indiscrezioni del Giornale e Libero Sangiorgi nutrirebbe simpatie verso il Carroccio, considerando anche la sua relazione amorosa con il capogruppo della Lega in consiglio Simone Carapia.

Il sindaco però, per il momento, non sembra cedere e sostiene come la sua vita privata non abbia influenza sulle decisioni politiche e aggiunge che chi pensa che possa passare alla Lega per via del suo compagno, o "ha scarsa considerazione delle donne" oppure potrebbe essere "geloso".

Resta da vedere quali saranno i nuovi equilibri in consiglio, dopo la sfiducia de facto, che è stata votata anche dalla Lega e dal Partito Democratico, alleato di governo. La crisi della giunta di Imola, in una regione in cui si voterà nel 2020 per scegliere il nuovo presidente dell'Emilia Romagna, potrebbe ripercuotersi anche anche sul MoVimento Cinque Stelle a livello nazionale, oltre che incrinare l'alleanza con il Partito Democratico.

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