D'accordo; 4 giornatesono poche e i bilanci si tirano alla fine. Un dato però emergechiaramente: Inter e Roma sono le squadre sorpresa di questo inizio anno. Juvee Napoli erano già in pole position; si sono rafforzate e anche bene. Normalequindi che siano anche loro davanti. Ma Roma e Inter no;c'era chi le aspettava al varco pensando che potessero ripetere la disastrosastagione scorsa.

Invece ecco un sorprendente cambio di marcia evisto che le loro campagne acquisti non sembravano aver portato novitàsconvolgenti, il merito si indirizza verso i 2 nuovi Mister: Mazzarri e Rudi Garcia.

Chi sostiene che gliallenatori non contino, che la forza di una squadra risieda solo nei giocatorisi sbaglia; chi di noi non ha pensato o detto agli amici "grazie, anch'io conquella squadra avrei vinto" oppure "ci vorrà tanto a mettere in campo Buffon invece di Rubinho o Balotelli al posto di Niang".

Invece il valore di unallenatore spesso viene sottovalutato; non è tanto la bravura nello scegliere igiocatori migliori, ma la capacità di creare un gruppo e un sistema di gioco incui ogni componente della rosa sappia esattamente come comportarsi e doveposizionarsi in campo, l'essere sempre coerente con le proprie idee econseguentemente con il proprio modulo di gioco dimostrando equilibrio ebuonsenso.

Servono degli esempi?L'Inter l'anno scorso era un mistero di moduli e di uomini, di risultati e didichiarazioni; ogni partita era all'insegna della provvisorietà. Non esisteva non solo la formazione tipo, maneanche un modulo di gioco; complice anche l'inesperienza dell'allenatore, ognigiocatore sembrava vagare per il campo e nei momenti di difficoltà , la squadraaffondava perché priva di basi solide.

Quest'anno con unmodulo certo, con la presenza di una direttiva sicura, anche elementi chel'anno scorso sembravano prestati al gioco del calcio sembrano rinati. Alvarez e Jonathan per citarne 2 sonolontani parenti delle figure timide e smarrite dell'anno scorso; non sonocambiati, semplicemente sanno esattamente quale sia l'indirizzo di gioco e comeinterpretarlo.

Mazzarri non ha portato ideerivoluzionarie, ma solo il suo pragmatismo e i risultati si vedono; è uomoarroccato sulle sue convinzioni, a volte polemico, ma in tanti anni di calcioha sempre saputo ottenere il massimo dalla rosa a disposizione. Questo è quelloche si chiede ad un allenatore.

Altro caso eclatante èquello della Roma. Con una squadra sicuramente più debole dell'anno scorso (Lamela e Osvaldo in meno tanto percitare 2 nomi), Rudi Garcia sta imponendo il suomarchio di fabbrica: concretezza e realismo.

L'anno scorso la squadra era spezzatain 3 tronconi; terzini che dovevano coprire 100 metri di campo, attaccanti erifinitori obbligati ad agire come esterni e già con la lingua di fuori dopo 20minuti, Goicoechea (più bravo con ipiedi) e Tachtsidis (veloce nei passaggiverticali) preferiti a Stekelenburg e De Rossi e la sensazione che non bastasse vincere 5-0 alla fine del primo tempoper essere certi della vittoria.

Quest'anno la squadra è più corta: sarallentare quando serve e non si vergogna di giocare in contropiede quando è invantaggio.

Non rischia più nienteperché i giocatori si prodigano anche nel difendere e nell'arretrare; nientevoli pindarici anche in questo caso, ma solo un sano bilanciamento tra attaccoe difesa senza voler stupire ad ogni costo. La frase detta l'altro giorno "Il derby non sigioca, si vince" è il manifesto di uno stile e di un carattere che potrebbeportare la Roma molto lontano.