Una triste consuetudine sta accompagnando la stagione calcistica 2013/2014, ed è quella delle "curve chiuse", vere e proprie sentenze che il giudice sportivo della Lega Serie A, Giampaolo Tosel sta comminando con regolare uniformità di giudizio nei confronti degli spettatori dei settori più caldi degli stadi italiani, appunto le curve.



Dopo le chiusure dei settori popolari di Juventus e Milan, è arrivata l'ennesima sanzione che va a colpire la tifoseria della Roma, che aveva già disputato un turno senza la Curva Sud nell'esordio contro il Verona, e quella dell'Inter, che sarà costretta ad affrontare il derby con il Milan di domenica prossima con il settore Curva Nord vuoto.

Stessa pena inflitta anche alla Lazio, che però vede 'sospesa' la propria sentenza per un anno, a patto che non si verifichino in questo lasso di tempo altri episodi di razzismo o discriminazione territoriale da parte dei propri tifosi.



Episodi che sono costati caro, invece, alle tifoserie di Roma ed Inter; se i giallorossi pagano gli ormai noti 'ululati' nei confronti di Mario Balotelli nel corso del match contro il Milan di ieri sera, i supporters nerazzurri scontano i cori ritenuti oltraggiosi nei confronti dei tifosi del Napoli, etichettati a più riprese come "colerosi". Razzismo nel primo caso, discriminazione territoriale nel secondo.

La squalifica del settore, in ambedue i casi, durerà per due gare interne, essendo entrambi i club già in regime di diffida dal punto di vista comportamentale dei propri tifosi.

A tal proposito, la società giallorossa presenterà ricorso alla Lega in quanto ritiene che la natura dei cori dei propri tifosi in trasferta sia stata male interpretata dagli agenti federali presenti a bordo campo, staremo a vedere...



Dunque, ricapitolando: Inter contro Milan e Chievo senza Curva Nord, Roma contro Catania e Genoa senza Curva Sud.



A questo punto c'è da chiedersi, chi sarà il prossimo? O forse, riflettere sul fatto che mettendo i lucchetti ai settori popolari non si sta giungendo ad alcun risultato se è vero che puntualmente in occasione delle sfide più accese si ripetono le stesse situazioni. Sarebbe più opportuno dare il giusto peso a certi episodi, scindendo il vero razzismo dai semplici "buuh" strillati da una manciata di giovanissimi, già isolati dalla stragrande maggioranza degli altri spettatori, uniche vere vittime di un sistema-calcio da troppo tempo malato.