Walter Mazzarri sta perdendo il controllo dello spogliatoio dell'Inter. Dopo un buon inizio di campionato, in cui il tecnico toscano era stato elogiato per aver recuperato alcuni calciatori (Jonathan e Alvarez) e per aver ridato un certo equilibrio alla squadra, le delusioni e gli scarsi risultati accumulatisi nel prosieguo della stagione hanno fatto crescere malumori e incertezze che, col tempo, stanno venendo a galla.

Dopo lo sfogo di Mateo Kovacic il quale, dal ritiro della Croazia, ha puntato il dito contro l'eccessivo atteggiamento difensivo di Mazzarri, considerato causa principale delle sue difficoltà in campo che l'hanno fatto scivolare in panchina, è arrivato il turno anche di Taider. Il centrocampista algerino, impegnato con la sua Nazionale, ha definito "un momento strano" quello che sta vivendo in queste ultime settimane all'Inter. Impiegato con una certa frequenza nelle prime uscite stagionali, il 22enne ex Bologna è stato superato nelle gerarchie da Kuzmanovic, finendo spesso tra le riserve. Taider ha evidenziato il suo malumore per tutte le panchine alle quali è costretto ultimamente e, se da un lato le giustifica per la concorrenza che c'è in un grande club come l'Inter, dall'altro sottolinea come questa vita da "riserva" gli stia stretta, essendo abituato a giocare con continuità e ad inseguire l'ambizione di crescere sempre e vincere.

Ma lo spogliatoio nerazzurro sta diventando una vera e propria polveriera che da un momento all'altro potrebbe esplodere tra le mani di Mazzarri, facendone saltare la panchina. Tra gli scontenti c'è Marco Andreolli, tornato quest'anno alla Pinetina dopo tre stagioni di buon livello al Chievo. Dopo essere maturato in giro per l'Italia, il 27enne difensore sperava di essere cresciuto abbastanza per giocarsi un posto da titolare nell'undici di Mazzarri, invece è riuscito a collezionare solo una presenza in campionato e due in Coppa Italia. Ma quel che fa rumore è il "caso Zanetti": rientrato da un grave infortunio, il leggendario capitano nerazzurro, a 40 anni, è apparso più tonico e motivato di altri compagni di squadra più giovani. L'allenatore toscano, dopo averne salutato il ritorno all'attività agonistica, lo ha relegato in panchina come fosse un giovanotto alle prime armi, non dandogli l'opportunità di dimostrare (ancora) la sua importanza per l'Inter. Dopo ben 7 panchine di fila, sabato scorso la bandiera dell'Inter si è rivista in campo per pochi minuti all'Olimpico contro la Roma.

Un separato in casa, sembra ormai Andrea Ranocchia: 26 anni, ottime qualità e tanti di estimatori in Italia e all'Estero, il difensore umbro è scomparso dalla squadra titolare. L'esclusione dalla Nazionale di Prandelli sta facendo diventare ancora più "scottante" la situazione del ragazzo all'interno dell'ambiente - Inter, considerando che ha un contratto in scadenza nel 2015 e che, in queste condizioni, difficilmente verrà rinnovato. Una grana vera e propria, questa, per la dirigenza nerazzurra, che rischia di perdere a parametro zero uno dei difensori italiani di maggior talento. Non a caso, per lui stravede Antonio Conte, pronto ad abbracciarlo alla Juventus.

Considerate le squalifiche di Samuel e Juan Jesus, Mazzarri - che col suo concetto di "titolarissimi" spesso lascia finire nel dimenticatoio giocatori che non gli vanno a genio - dovrà gioco forza puntare su Andrea Ranocchia. A meno che, non decida clamorosamente di arretrare Cambiasso in difesa al fianco di Rolando e Campagnaro. Insomma, lo spogliatoio nerazzurro "ribolle" di malumore e chissà se al termine della stagione andranno via i calciatori poco graditi a Walter Mazzarri o se, risultati alla mano, Thohir deciderà di affidare l'Inter ad un altro allenatore.

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