"Rigore è quando arbitro fischia" è una delle tante perle di Vujadin Boskov, mancato nella giornata di ieri pochi giorni prima del suo 83° compleanno che sarebbe stato festeggiato il prossimo 16 maggio. Il grande tecnico serbo, autentico giramondo, ha lasciato un'impronta indelebile nel mondo del calcio sia per il suo carattere gioviale e istrionico sia per le sue capacità tecniche e manageriali che gli hanno consentito di vincere trofei e allori in ogni parte del mondo. Boskov ha trascorso molti anni della sua carriera in Italia dove ha allenato Ascoli, Sampdoria, Roma, dove fece debuttare in serie A Francesco Totti a soli 16 anni, Napoli e Perugia.

Boskov ebbe anche una buona carriera da calciatore militando come centrocampista per ben 14 anni, dal 1946 al 1960, nel Vojvodina di Novi Sad, squadra della ex Jugoslavia. Nel 1961 il trasferimento alla Sampdoria dove rimase solamente per un anno prima di chiudere la carriera di calciatore con un biennio nella formazione svizzera dello Young Boys. La capacità del Boskov calciatore sono anche evidenziate dai 57 gettoni di presenza accumulati nella nazionale jugoslava con la quale si aggiudicò la medaglia d'argento alle Olimpiadi del 1952.

Boskov cominciò la carriera di allenatore ancora nella Vojvodina che guidò dal 1964 al 1971 anno nel quale passo a condurre la nazionale della Jugoslavia.

Nel 1974 inizio l'esperienza in Olanda dove lavorò prima per il Den Haag e successivamente per il Feyenoord che lasciò nel 1979 per accasarsi al Real Madrid. Rimase al timone dei bianchi di Spagna fino al 1982 quando si trasferì allo Sporting Gjion dove si fermò per due stagioni. Nel 1984 l'inizio dell'avventura in Italia dove restò fino al 1999 prima di chiudere guidando per la seconda volta la Jugoslavia.

Boskov come tecnico può vantare un palmares di tutto rilievo che comprende il titolo jugoslavo con il Vojvodina nel 1965/1966, la Coppa d'Olanda alla guida del Den Haag nel 1974/1975, l'accoppiata Liga-Coppa del Re con il Real Madrid nel 1979/1980 e gli storici successi ottenuti come allenatore della Sampdoria vale a dire la Coppa delle Coppe nel 1989/1990, lo scudetto nel 1990/1991, la Coppa Italia nel 1987/1988 e 1988/1989 e la Supercoppa Italiana nel 1991.

Boskov divenne anche famoso per le sue frasi ad effetto, spesso ironiche e tendenti a sdrammatizzare un mondo spesso troppo inquinato da veleni di ogni tipo. "Rigore è quando arbitro fischia" è forse la sua massima più conosciuta così come "Con sue finte disorienta avversari, ma pure compagni" riferendosi ai dribbling del fantasista Benito Carbone. Un grande personaggio che, cosa rara nel mondo del calcio, ha goduto del rispetto dei propri giocatori e anche di quelli avversari.

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