L'avventura di Clarence Seedorf sulla panchina rossonera è durata appena quattro mesi pur vincendo metà delle partite disputate. E pensare che era giunto al Milan da 'salvatore della patria', pronto a rilanciare l'immagine e il gioco della squadra; invece Clarence esce di scena da 'trombato' dopo cento giorni di tormenti e diatribe. La sconfitta di Bergamo, che ha messo il Milan fuori dall'Europa, ha scritto la parola 'fine' al rapporto col Milan, tuttavia le sue probabilità di restare erano minime già dopo due mesi, in quanto i suoi approcci di allenamento e al mondo della stampa hanno creato fratture insanabili con quella dirigenza che stravedeva per lui a tal punto da metterlo sotto contratto con ricco ingaggio pur non avendo alcuna esperienza da allenatore.

Quando, in conferenza stampa col Botafogo, comunicò in fretta e furia l'addio al calcio giocato per fare ritorno al capezzale di un malato Milan nelle vesti di allenatore, non immaginava minimamente che le cose sarebbero precipitate in questo modo. Peraltro, la stima di Berlusconi e un lauto ingaggio con contratto duraturo davano all'olandese grandi garanzie ed ampio respiro.

L'avventura da allenatore di Seedorf è durata un lampo: chiamato a gennaio dal Presidentissimo per salvare e rifondare la pericolante barca rossonera, Clarence è subito impattato con situazioni ambientali che non immaginava. Questi mesi al Milan sono stati logoranti, nevrotici, fatti di dispetti e ripicche. E così l'amore che ha regnato per ben dieci stagioni tra Seedorf e i colori rossoneri è svanita nel nulla.

Le prime crepe nel rapporto si avvertono in occasione della sconfitta del Milan di Seedorf a Napoli per 3-1, con novità tattiche discutibili come l'esclusione di Montolivo, Abate messo come trequartista e l'insistenza nel voler schierare solo Balotelli di punta escludendo Pazzini. Intanto, Clarence inizia a chiedere uno staff milionario tutto suo composto da ex campioni come Stam, Crespo e Davids. Barbara Berlusconi, decisa a tenere i conti del bilancio a posto seguendo il fair-play finanziario, inizia a mormorare.

Seedorf non paga tanto i risultati, in quanto non sono stati certamente straordinari, tuttavia sono da definire buoni considerando l'inizio disastroso di Allegri, culminato in Sassuolo-Milan 4-3. Clarence è stato eliminato dall'Udinese in Coppa Italia ed è stato mandato a casa in maniera brusca in Champions dall'Atletico Madrid, eppure in campionato ha condotto il Milan a un passo dall'Europa League vincendo la metà delle gare giocare sotto la sua guida tecnica.

'Rumors' provenienti da Milanello riferiscono che alla società non sono piaciute scelte di Seedorf inerenti metodi di allenamento e quella famosa intervista concessa a Sky ma non concordata con la dirigenza rossonera. E c'è da aggiungere che un capo ultrà con cui Seedorf dialogò dopo la disfatta del Milan in casa col Parma (2-4) ha svelato che all'olandese non piacevano tre quarti della rosa. Inoltre, c'è da considerare l'ambiente dello spogliatoio diviso tra pro-Seedorf e no, come emerge dall'ultima rissa sfiorata tra Amelia e Bonera sul pullman rossonero. Adesso al Milan questa rinuncia a Seedorf con la successiva scelta di Inzaghi costerà 10 milioni nei prossimi due anni, a meno che l'olandese non trovi in breve tempo una nuova sistemazione.

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