A volte il calcio è crudele quanto la vita, la pazzesca traversa di Pinilla al 119' e il palo all' ultimo rigore di Jara respingono il Cile dalla storia. La nazionale di Scolari va ai quarti. Per carità, il Brasile non ha rubato nulla, ha sprecato tante occasioni, ma il Cile gli ha tenuto testa alla grande e forse meritava qualcosa in più. Tecnicamente non sarà stata la più bella delle partite, ma dal punto di vista emotivo è stata epica. Sceso in campo con evidente timore reverenziale il Cile incassa la rete del vantaggio verdeoro, la marcatura di David Luiz spoglia i cileni delle loro paure e la gara si fa anche bella.

Il pareggio arriva grazie al 'Nino maravilla Sanchez', pescato da Vargas dopo una palla persa a metà campo da Hulk. Nel secondo tempo il Brasile parte con il piede sull'acceleratore anche cogliendo che gli incerottati avversari iniziano a sentirsi  abbastanza  spremuti, la Roja si difende con spirito operaio e la gara diventa una battaglia.

Si va ai supplementari dove padroni della situazione diventano stanchezza e paura, fino alla traversa di Pinilla, infine i rigori. Emozioni alterne con Julio Cesar e Bravo protagonisti, fino all'ultimo decisivo penalty, per i carioca si incarica della battuta Neymar l'elemento di maggior spicco della squadra, centro. Per i cileni l'ultima responsabilità, pesante come un macigno è affidata al giovane Jara, il palo respinge la sua conclusione.

La paura è passata, può scatenarsi la bolgia sugli spalti e nel paese.

Va avanti la Selecao, il suo sogno continua, piange il Cile.

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