Il "Divo" Giulio Andreotti amava dire che a pensar male si fa peccato ma quasi sempre si azzecca; sorge quindi spontaneo, oltre che opportuno, ritenere che le polemiche che si stanno incentrando sulle mancate convocazioni di Mattia Destro e Giuseppe Rossi siano adeguatamente incentivate per provare a risollevare il morale e l'animo degli Azzurri, apparsi assai spenti nell'amichevole contro l'Irlanda ed ancora sotto shock (per espressa ammissione di Daniele De Rossi) per l'infortunio occorso a Montolivo nella medesima partita.

Infatti se le polemiche sulle mancate convocazioni dei due giovani attaccanti sembravano essersi sopite o comunque rientrate nella norma dopo i commenti tutto sommato leggeri dei due calciatori, affidati inevitabilmente a Twitter, ci ha pensato il Commissario Tecnico della Nazionale Cesare Prandelli a rinfocolarle, rilasciando dichiarazioni che sicuramente determineranno le reazioni stizzite dei calciatori, delle rispettive consorti, dei clubs di appartenenza, dei tifosi e così via, fino all'ultimo dei 60 milioni di Commissari Tecnici di cui è costituito il Belpaese.

A detta del C.T. della nazionale l'esclusione di Destro è stata motivata dalla sua indisponibilità (smentita dall'interessato) a fare la riserva, a fare cioè il venticinquesimo da portare in Brasile per subentrare ad eventuali nuovi infortunati, l'esclusione di Rossi invece è stata motivata dalle precarie condizioni fisiche del talento italo-americano, non perfettamente riabilitatosi dopo l'infortunio anche dal punto di vista mentale; inutile dire che anche in questo caso Giuseppe Rossi aveva preventivamente espresso invece una opinione del tutto contraria.

Ma allora perchè chiamare in ballo Giulio Andreotti ed i suoi aforismi? Semplice, basta guardare la storia pregressa delle partecipazioni dell'Italia ai Mondiali di Calcio.

Infatti è ormai un dato quasi scientifico che le prestazioni della Nazionale siano direttamente proporzionate alle polemiche che si creano intorno alla squadra, e più si accendono più la resa degli Azzurri si avvicina alla perfezione.

Gli esempi del Mundial di Spagna 1982 (con il prolungato silenzio stampa dell'intera squadra come reazione ai giudizi pesantissimi della stampa sul C.T. Bearzot e sulla squadra) e di Germania 2006 (con l'esplosione della stagione di Calciopoli) devono essere ben chiari a Cesare Prandelli, che probabilmente ha pensato bene di scuotere un po' una situazione che appariva abbastanza sonnolenta.

Certo, affermare ciò vuol dire pensare male, ma chissà che non avesse ragione il Senatore Andreotti.

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