Dopo la cocente delusione ai Mondiali del Brasile, siamo nuovamente giunti all'anno zero del calcio italiano.

Nuovamente perché già dopo la non meno sciagurata eliminazione ai Mondiali in Sudafrica nel 2010 si parlò di situazione drammatica del calcio italiano e si invocarono da più parti riforme e soluzioni estreme che però, quanto pare, non hanno sortito gli effetti sperati.

Ad ogni modo, dopo le dimissioni di Abete da presidente della FIGC e di Prandelli da Commissario Tecnico, dimissioni avvenute in mondovisione ed in maniera non del tutto attesa, sono attualmente scoperte le due caselle più importanti del sistema calcistico italiano.

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Per la poltrona di Presidente della FIGC si fanno i nomi di Tavecchio (attuale Presidente della Lega Dilettanti), di Rivera, di Albertini (che smentisce di essere interessato) e di Tommasi.

Però a sentire le dichiarazioni dei componenti del Consiglio Federale i tempi saranno abbastanza lunghi, sicuramente il nuovo presidente non sarà eletto prima di settembre, e prima di questa elezione è del tutto improbabile che si proceda alla scelta del nuovo C.T.

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Ma i tempi stringono: il 9 settembre ad Oslo, contro la Norvegia, inizierà il lungo cammino dell'Italia verso la possibile qualificazione agli Europei di Francia 2016. Se fino ad allora non ci sarà stata l'elezione del Presidente della FIGC, chi guiderà la nazionale?

Ecco profilarsi la possibilità di una guida temporanea "interna", una soluzione a tempo determinato ma ricca di fascino.

Arrigo Sacchi è già nell'organico della FIGC come supervisore tecnico delle nazionali, ed anche se è ben nota la sua volontà di non sedere più su una panchina, parafrasando l'Inno di Mameli potrebbe anche accettare al grido di "l'Italia chiamò!".

Nelle prossime ore, sicuramente, il quadro sarà più chiaro.

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