Come si cambia per non morire. Sportivamente parlando si intende. L'Italia di Cesare Prandelli mette il vestito nuovo, che in realtà è quello vecchio e collaudato, e si schiera in campo con un 3-5-2 dal sapor di naftalina contro l'Uruguay, nella terza e decisiva gara del girone D del Mondiale brasiliano.



Messo in soffitta, dunque, il 4-1-4-1, il modulo che in un amen, dopo la vittoria con l'Inghilterra, era stato celebrato come il tiki-Italia e ci aveva fatto gonfiare il petto con il record di passaggi riusciti in una singola partita, salvo poi essere dileggiato come anti-storico nella brutta figura contro la Costa Rica.



Sarà dunque blocco Juve, con il tridente difensivo Bonucci-Barzagli-Chiellini in missione speciale su Suarez e Cavani, i due pericoli pubblici uruguagi. Il contraltare offensivo del duo della Celeste è la strana coppia Immobile-Balotelli, dove per strana si intende che mai si era vista prima; in mezzo, invece, torna la calma serafica di Verratti a scandire i battiti cardiaci della mediana, dosando il ritmo verticale di Pirlo con quello delle incursioni a fari spenti di Marchisio.



Ma è sui due esterni che si deciderà il bene o il male degli azzurri: i due prodotti del vivaio del Milan, De Sciglio e Darmian, dovranno in primis calpestare bene la linea laterale, allargando le maglie della formazione allenata da Tabarez, e in secondo luogo dovranno essere abili a far l'elastico per accompagnare la manovra in fase di possesso ed evitare di farsi prendere di infilata quando l'Italia perderà la sfera.



Se così dovesse essere, allora, ben venga il cambiamento: d'altronde, il camaleontismo di Prandelli non era previsto da sceneggiatura, ma è stato adottato per far fronte alle emergenze contingenti. Se il forfait di Montolivo contro l'Irlanda, nella fase preparatoria alla rassegna iridata, aveva portato il selezionatore di Orzinuovi a ricorrere al doppio play nella prima sfida ai Tre Leoni inglesi, ora la bandiera bianca alzata da De Rossi scompagina i piani della Nazionale, forse ancor più che la debacle con i costaricani. Se dovesse mettersi male, almeno, Prandelli avrà in mente un piano B. L'ennesimo.
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