Arriva un fulmine a ciel sereno in casa Juve che scaraventa nel baratro più profondo le prospettive per la prossima stagione. Il contratto che legava Antonio Conte alla società torinese è stato rescisso, le conferme ufficiali sul canale YouTube della squadra. Si chiude così dopo tre anni la storia tra Conte e Juve.

Dopo tre anni Antonio Conte va via e lascia Torino

Tre anni che per la Juve hanno significato la riconquista della dignità di cui questa squadra aveva bisogno. Antonio Conte è stato importante ma oggi i tifosi dovranno ingoiare un nocciolo molto amaro. La rescissione del contratto tra allenatore e società è stata consensuale, ad affermarlo è lo stesso tecnico durante un messaggio lasciato per i tifosi sul canale ufficiale della squadra.

Si presenta alla telecamera molto amareggiato di ciò che sta accadendo in quel di Torino e ringrazia i propri tifosi per l'appoggio che hanno dato alla squadra durante la gestione.

Divergenze sulle scelte di mercato

Il motivo delle dimissioni sembra siano state le divergenze tra l'allenatore e la società sulle mosse di mercato, molto probabilmente, non all'altezza di quelle chieste da Conte. Così mentre tutti credevano che la Juve si muovesse sul mercato per dare in mano a Conte la squadra tanto desiderata dal tecnico, in casa bianconera c'è bisogno di rimpastare il tutto.

Se ne va dopo tre scudetti, due supercoppe e dopo aver lanciato la Juve sul palcoscenico europeo, adesso, non ci resta che osservare chi la Juve sceglierà per prendere il suo posto e farsi carico di una squadra che vuole puntare in alto.

I primi tre nomi che vengono fuori sono quelli di Mancini, Allegri e di Spalletti, gli stessi nomi che si fanno circolare e avvicendare sulla panchina della Nazionale.

Conte in Nazionale? L'ormai ex allenatore bianconero nel messaggio lasciato ai tifosi non chiude le porte alla Nazionale. Così oggi chi credeva che l'istaurazione di un legame tra gli azzurri e Antonio Conte fosse improbabile ora si dovrà ricredere, e chi lo sa se da settembre lo vedremo seduto su quella panchina al posto di Prandelli.

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