I costi della Coppa del Mondo saranno molto elevati. Verrà toccata quota 11 miliardi. Non vi è dubbio che portare la competizione iridata in un paese garantisce visibilità planetaria e possibilità di costruire impianti moderni e all'avanguardia. Al di là dei ritardi che si sono registrati negli ultimi mesi che hanno preceduto l'evento, l'intero paese si interroga se tutto ciò potrà portare vantaggi o svantaggi. Già durante la Confederations Cup, le cosiddette "prove generali del mondiale", c'erano state numerose proteste. Proteste che sono durate anche nel corso dell'inverno, fino al fischio d'inizio della partita inaugurale: Croazia-Brasile.

E se da una parte, i consensi elettorali di Dilma Rousseff sembrano aumentare ogni giorno di più (è l'effetto mondiale) dall'altra, sono in molti a chiedersi a cosa serviranno gli stadi costruiti. Il problema nasce dal fatto che non vi è, a differenza dei paesi europei, come l'Italia, una tradizione calcistica che consenta di sfruttarli a pieno.

Non ci sono squadre in grado di riempire stadi da 70mila posti. Il rischio è che siano state costruite delle vere e proprie "cattedrali nel mare". L'opinione pubblica verte sulla convinzione che si sia fatto tutto ciò solo per fare bella figura. Una specie di bella facciata, nascondendo quelli che sono i reali problemi di un paese in via di sviluppo.

Non si trovano d'accordo nemmeno le previsioni a lungo termine. È molto probabile che i benefici che si potranno trarre da questa manifestazione saranno solo sul breve e non sul lungo periodo.

Saranno dunque benefici marginali. E questo, di certo, non può bastare a risollevare un'economia profondamente ancorata a livelli minimi.

Ci saranno anche le olimpiadi nel 2016, ma dopo? Cosa ci sarà? Si ricorderanno solo i goal e le medaglie, oppure ci sarà un vero miglioramento delle drammatiche condizioni sociali in cui versa la maggioranza della popolazione?

Segui la nostra pagina Facebook!