Due giorni terribili per il calcio italiano, dopo il clamoroso tonfo della Roma contro il Bayer Monaco arriva anche la sconfitta della Juventus in terra greca. Seppur di entità diverse, le due sconfitte evidenziano un ormai cronico "mal d'europa" delle squadre Italiane. Mancanza di idee, mancanza di concentrazione, cedimento psicologico sono le giustificazioni delle nostre squadre successivamente agli insuccessi in campo europeo, ma queste non sono attenuanti, ma aggravanti.

Ormai il calcio italiano ha perso sicuramente di qualità e quantità e anche la Nazionale ne risente e lo scorso mondiale brasiliano ne è la dimostrazione.

Secondo gli esperti di calcio l'attuale situazione è dovuta alla scarsa attenzione al settore giovanile perchè le squadre sono più interessate ad investire su calciatori provenienti dall'estero che, spesso, non rispondono alle esigenze della squadra e alle aspettative dei tifosi. Affari costosi ed inutili solo per adempiere a scambi di favori o per puri motivi pubblicitari.

Questo acquisto scellerato e senza progettualità penalizza i nostri giovani che sono spesso costretti a "svendersi" all'estero per trovare spazi o, addirittura, abbandonare il calcio perchè ormai privi di motivazioni avendo perso la possibilità di coronare il sogno di poter vestire la maglia della propria squadra, e tutto questo accade nonostante le condizioni economiche delle squadre non siano delle più fiorenti. Questa sicuramente è una motivazione per quanto riguarda la Nazionale che avrebbe tanto bisogno dei Baggio, dei Del Piero, dei Totti...

E che invece si deve accontentare di pochi giovani di discrete speranze e qualche nobile vecchio a cui si può chiedere il possibile, ma non l'impossibile.

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In campo europeo si accentua ancor di più la mediocrità delle nostre squadre che con tanti stranieri, molti dei quali con buona esperienza in campo europeo, non riescono ad esprimersi al meglio e sono costrette a piegarsi e in alcuni casi ritirarsi dopo una clamorosa brutta figura. Il nostro calcio è malato? Sicuramente non è sano, è infettato da un virus letale che si chiama "soldi"!

Il gioco più bello del mondo ridotto in un business in cui si gettano a capofitto calciatori strapagati e straviziati, imprenditori, manager avvoltoi, televisioni e giornalisti improvvisati che in un minestrone di soldi e scambi di favori hanno ridotto il nostro calcio a qualcosa di veramente brutto e che perde affezionati giorno dopo giorno, perché chi paga davvero per questo sono i tifosi. Quelli che amano il calcio e la loro squadra del cuore. Quelli veri, non i teppisti pilotati da chi del calcio non interessa nulla, quelli che danno tanto amore ai propri colori e che in cambio ricevono solo uno spettacolo indecoroso.