Sofferta come forse nessuno (neanche Massimiliano Allegri) si aspettava, incerta come solo le partite di Champions possono diventare: Juventus-Olympiacos potrebbe essere descritta più o meno così, un 3-2 pirotecnico che ha riportato i bianconeri al successo dopo le due infruttuose trasferte in Spagna e Grecia.

La partita - Dopo un quarto d'ora iniziale caratterizzato da ritmi elevati e buona circolazione di palla, la Juventus passa in vantaggio grazie all'ennesimo capolavoro balistico di 'Sua Maestà' Andrea Pirlo: il playmaker bresciano trafigge un incolpevole Roberto con un calcio di punizione magistrale dalla mattonella preferita e porta a 5 il suo personalissimo record di realizzazioni da calcio piazzato (terzo posto in questa particolare classifica all time, alle spalle di Juninho e Ronaldo).

Passano pochissimi minuti però e la squadra di Michel torna in parità: calcio d'angolo dalla destra (regalo di Buffon che si lascia sfuggire il pallone su un cross innocuo di Afellay dalla trequarti) battuto dal Chori Dominguez, Botia si libera facilmente di un distratto Chiellini e di testa fa 1-1. Tutto da rifare, si ritorna alla situazione pre vantaggio-Juve: i bianconeri riprendono a macinare gioco e a creare pericoli in zona-Roberto, ma l'imprecisione la fa da padrone e il primo tempo si conclude in perfetto equilibrio.

L'inizio ripresa sembra l'esatta fotocopia della prima frazione di gioco: Juventus padrona del gioco e del possesso palla, Olympiacos ben raccolto e pronto a sfruttare le ripartenze in campo aperto; ma la tranquillità generale dura poco, al 61' i greci infatti riescono, ancora una volta dagli sviluppi di un calcio piazzato, a completare la rimonta, e per la seconda volta nel match è un colpo di testa (questa volta di N'Dinga, ma la punizione parte sempre dal piede caldissimo di Dominguez) a condannare Buffon.

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È il colpo del K.O, o almeno dovrebbe esserlo, perchè a 30 minuti dalla fine essere sotto 2-1 in casa sapendo di avere un solo risultato disponibile ammazzerebbe chiunque: ma non questa volta, non questa Juventus che prima con un colpo di testa fortunoso di Llorente riagguanta il pareggio, e poi con un violento rasoterra di Pogba ribalta un risultato che 5 minuti prima sembrava totalmente compromesso; da lì in poi non succede praticamente più nulla e finisce 3-2 soltanto perchè Vidal fallisce il rigore (procurato da Tevez) del possibile 4-2, e permette all'Olympiacos di essere ancora avanti in classifica per differenza reti, anche se ora, il destino, è tutto in mani bianconere.

Il coraggio di Allegri - Ma l'importante successo di Pirlo e compagni porta la firma anche, e (questa volta) sopratutto, di Massimiliano Allegri: suo il merito di cambiare modulo nella partita più difficile d'inizio stagione, suo il coraggio di schierare tutta l'artiglieria pesante a centrocampo (Pirlo, Marchisio, Vidal e Pogba insieme contemporaneamente) e di proporre la tanto agognata difesa a 4. Allegri ha rischiato quando in molti avrebbero optato per una scelta più conservativa, ha imposto alla squadra il suo calcio nonostante il punto di non-ritorno fosse vicinissimo: una risposta a chi aveva insinuato che il suo impatto sulla Juve fosse nullo e che stesse conducendo una nave che andava col "pilota automatico"; ora, come si dice, il futuro è davvero "suo", chissà che la sofferta vittoria di ieri sera non possa rappresentare il vero spartiacque della stagione bianconera, e perché no, anche un nuovo inizio per l'Allegri-allenatore.

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