Infront un intermediario di primo piano nel sistema calcio, possiede le chiavi del calcio italiano in quanto lavora con la Lega, la Figc e dieci squadre su venti. Per sapere quanta importanza ha si può guardare solamente il complesso di tre mila metri quadri nella periferia a est di milano.

Certamente Bogarelli, manager di Infront, ha una sua visione del calcio ora e nel futuro. Lui si ritiene soltanto un manager e non uno dei poteri forti. Lui va solo dove vede la via del profitto "perchè se no mi licenziano", per lui i poteri forti sono ben altri: basta vedere l'asse Lotito-Galliani all'interno dell'assemblea della Lega calcio.

Non dimentichiamoci che Infront ha organizzato la produzione media del Mondiale in Brasile con un broadcast center di 3200 impiegati.

Ebbene si non si occupa solo di sport ma anche delle produzioni televisive come Xfactor, MasterChef ed i programmi di Crozza. Infront, dice Bogarelli, si muove solo in base alla profittabilità e sappiamo che nel calcio ce n'è abbastanza. Basti ricordare che all'interno del gruppo Infront sono presenti, come soci di maggioranza, fondi di investimento che hanno come obiettivo comprare e vendere, altro che politica o poteri forti. Secondo il manager bisognerebbe cambiare radicalmente il modo di fare calcio perchè chi è sul divano ha troppi vantaggi rispetti a chi va allo stadio: replay, interviste, moviola in tempo reale, commenti, statistiche e diretta gol.

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Bisogna mettere in piedi uno sorte di sport production, esempio avere più maxischermi all'interno dello stadio, coordinati, che facciano vedere l'arrivo dei pullman, i giocatori che entrano nello spogliatoio e si cambio, il riscaldamento più da vicino. Il tifoso che va allo stadio ci deve passare il più tempo possibile così da consumare di più, trasformando lo stadio in un centro commerciale. Questi devono essere i driver che guidano le grandi squadre come sentono giustamente Juventus, Milan e Inter, che cercano di creare linee di ricavi che derivino dai media all'hospitality.

Va ricordato che in Italia l'interesse per il calcio è altissimo e che i margini di crescita sono amplissimi, bisogna saperli sfruttare. Bogarelli però vuole ricordare che non perchè lui gestisce le società di calcio allora lo votano all'interno dell'assemblea, ricordiamo che sono partner del Palermo da anni e il presidente Zamparini non risparmia nessuno quando qualcosa non va bene. Si quindi la necessità di rifrescare la massima serie e prendere altre leghe come modelli di business.

Per concludere diciamo qualche notizia su Infront. Come detto all'inizio Infront non è solo calcio dei 231 milioni di ricavi del 2013, una trentina arrivano da altri sport come equitazione (2 milioni), volley (1 milione), motori (5 milioni), eventi non sportivi (6 milioni) sci (13 milioni) e altri sport (2 milioni), possiamo quindi dire che ha un'ottima diversificazione.