Qualora saltassero le trattative di cessione della società, il 'piano B' del Milan prevede solo giocatori italiani. Sul mercato finirebbero tre giocatori importanti

Nonostante la bella vittoria interna contro la Roma (2-1) di sabato sera, in casa Milan continua a prevalere il clima di forte incertezza a causa delle nebulose vicende societarie. Sul finire del mese di aprile, sembrava tutto fatto per la cessione del pacchetto di maggioranza della società alla cordata di imprenditori rappresentata dal broker thailandese Bee Taechaubol; poi, una volta terminati i lunghi summit tra il broker e la famiglia Berlusconi, tenutisi tra Arcore e gli hotel del centro di Milano, la decisione della proprietà era stata quella di privarsi di una parte di quote di minoranza (49%?), con l'unico scopo di 'rilanciare il brand commerciale del Milan sui mercati orientali'.

Quindi, nelle ultime ore, si fa sempre più insistente la voce che vuole un Silvio Berlusconi fortemente intenzionato a non vendere più nemmeno quelle quote a mister Bee ed ai suoi finanziatori. 'Non vendo la società a chi va in cerca di popolarità', ha dichiarato il presidente rossonero, il quale ha dichiarato di aver intenzione di vendere il Milan esclusivamente a chi si dimostrerà interessato a voler investire, e tanto, nella squadra, ai fini di un suo rilancio sul tetto d'Italia e d'Europa. 'In caso contrario', l'affermazione di Silvio Berlusconi, 'tengo il Milan e perseguo la mia linea di un Milan giovane e tutto italiano'.

Per quanto, nel calcio moderno, questa linea societaria possa sembrare leggermente utopistica (a memoria, ci si ricorda degli esempi forniti dal Piacenza a metà anni Novanta, composto esclusivamente da calciatori italiani, o, in Spagna, dove l'Athletic Bilbao, addirittura, mette sotto contratto soltanto giocatori nati nei Paesi Baschi), qualora dovesse saltare la cessione della società, ed il Milan rimanesse a Berlusconi, si registrerebbero almeno tre partenze davvero eccellenti.

Chiaramente, tutti stranieri. Ovviamente, perché venendo a mancare l'immissione di capitali freschi in società, il Calciomercato estivo dovrebbe autofinanziarsi.

Sulla lista di partenza, finirebbero tre nomi altisonanti: quelli del portiere Diego Lopez, del trequartista Keisuke Honda e dell'attaccante Jérémy Ménez, capocannoniere del Milan con 16 reti in campionato.

Diego Lopez, classe '81, è, per rendimento, uno dei migliori portieri della Serie A: arrivato a parametro zero dal Real Madrid, ha grande mercato nella Liga ed in Premier League e potrebbe fruttare almeno una decina di milioni per le casse rossonere. Keisuke Honda, brillante nella vittoria contro la Roma, non ha in realtà quasi mai convinto da quando è arrivato al Milan: la sua permanenza futura nella squadra meneghina è soprattutto legata a questioni di marketing relative ai mercati orientali più che a reali esigenze tecnico/tattiche della squadra; se l'ingresso dei cinesi e dei thailandesi in società non si concretizzasse, Honda partirebbe certamente.

Destinazione? Per ora ignota; arrivato anche lui a zero, oggi il suo valore di mercato è di circa 5 milioni. Infine, la questione relativa a Ménez, croce e delizia dell'anonima stagione milanista. Sta vivendo, a livello personale, il momento migliore della sua carriera: segna, fa segnare, è uno dei pochi leader della squadra. Ed è anche quello che ha più offerte: il Milan lo aveva prelevato a luglio dal PSG senza spendere un euro; dopo un anno potrebbe rivenderlo (si parla di un concreto, forte interessamento del Monaco, che giocherà in Europa) ad almeno 15 milioni.

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