C'è fermento per le imminenti elezioni del Consiglio di Indirizzo della Fondazione Genoa che possono avere un’importanza fondamentale per il futuro della Fondazione e per il ruolo che può avere nella trattativa della cessione totale o parziale del Genoa. Questo perché, va ricordato, il 25% del pacchetto azionario del Genoa è di sua proprietà essendole stato donato da Enrico Preziosi nel 2006. Quasi un anno fa un sottoscrittore (Beppe Ravazzolo) con un gruppo di tifosi sottoscrittori e firmatari, chiese al Consiglio di Indirizzo di reggenza di trasferire, restituendole gratis a Preziosi, le loro quote sottoscritte.

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Si parla di quote non di azioni. Richiesta che dopo qualche mese fu respinta perché ritenuta atto illegittimo dai reggenti Gianni Blondet e Paolo Gatto, quest’ultimo tra i collaboratori dell’avvocato D’angelo.

La lista ‘123’

Il Consiglio di Indirizzo sarà composto da sei membri eletti dai sottoscrittori e le due liste che sembrano contrapporsi sono la lista ‘Amici di Filippo’ di cui fanno parte l’avvocato Paolo Gatto (studio D’angelo) Bruno Lantieri, Alberto Benedetti, Luca Barabino, Roberto Martini, Paolo Lavagetto e Agostino Puppo; e la lista '123' (numero che si riferisce agli anni del Grifone) capitanata da Cristina Moresino con Monica Benvenuto, Antonella Sacchetto, Maurizio Musso, Cinzia Matri, Giovanni Leorin. Cristina Moresino ci ha parlato di alcuni obiettivi ‘123’ si pone: ‘Ci piacerebbe dare un’impronta nuova e mettere in atto iniziative per avvicinare la Fondazione anche a tutti i Genoani che non la conoscono o che la vivono come qualcosa di lontano’. Sul ruolo della Fondazione, ha aggiunto: ‘Ciascuno dei candidati che verrà eletto avrà una serie di punti specifici da seguire in prima persona e cercherà l’appoggio di tutti quelli che avranno voglia di fidarsi e dare una mano.

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Nasceranno quindi dei comitati di lavoro, aperti, che avranno il vantaggio di poter presentare il risultato del lavoro direttamente nel Consiglio di Indirizzo’. Quindi con il nuovo Consiglio, ha concluso la Moresino: ‘Vorremmo che la Fondazione, fosse più attiva nell’intervenire liberamente tutte le volte che un tema di interesse dei tifosi Genoani viene trattato e ancor di più quando viene bistrattato’. Insomma, una ventata di aria fresca.

Genoa e Fondazione, quali interessi?

Anche la stampa cittadina ha dato risalto alle elezioni in Fondazione e quello che più ha incuriosito è il passaggio di un articolo dei giorni scorsi sull’argomento, secondo cui se cambiasse l’assetto dei consiglieri d’indirizzo della Fondazione e soprattutto quello di reggenza, potrebbero affermarsi interessi diversi da quelli propri della Fondazione, con il ritorno a costo zero a Preziosi delle quote da lui stesso regalate alla Fondazione. Le domande che stanno emergendo sono sul perché la Fondazione dovrebbe avere interessi propri e diversi dalla proprietà del Genoa, che tra l’altro ha sostenuto e finanziato totalmente in questi anni la Fondazione e, se davvero fossero diversi, ci si chiede quali sarebbero.

Ci si chiede inoltre se In momenti di difficoltà si sia attivata, anche ultimamente, per trovare risorse o soci e se abbia partecipato alle scelte strategiche della società con un apporto di idee. L’interesse della Fondazione e della proprietà non dovrebbe essere principalmente e unilateralmente il bene del Genoa? Domande che non solo ‘123’ ma che tutti i genoani dovrebbero porsi. Queste sì fondate, non come le idee 'fusionistiche' tornate in auge sulla stampa locale.