Nessuno ci avrebbe scommesso tra settembre e ottobre, quando una Juventus irriconoscibile non riusciva a schiodarsi dai posti di bassa classifica, con molti dei suoi campioni che apparivano come l’ombra di sé stessi e tutti pronti a piangere lacrime amare per gli addii di Pirlo, Tevez e Vidal. C’era già chi era sicuro che Massimiliano Allegri al panettone non ci sarebbe proprio arrivato, e invece a qualche mese di distanza la Vecchia Signora bianconera è ancora vivamente in lotta su tutti i fronti, Champions, campionato e Coppa Italia e Allegri probabilmente arriverà alla colomba e anche al gelato.

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Le inesauribili risorse bianconere, Dna vincente dal 1897

Mai dare per morta la compagine bianconera che a metà dicembre si ritrova qualificata agli ottavi di Champions League (e passi pure per il primo posto sfuggito a Siviglia che ha “condannato” i bianconeri al Bayern Monaco), è risalita al quarto posto in classifica in campionato, sorpassando la Roma e avvicinandosi a Napoli e Fiorentina, quest’ultima anche sonoramente battuta per 3 a 1 nello scontro diretto allo Stadium, e ieri sera, battendo il Toro per 4 a 0, ha anche centrato la qualificazione ai quarti di finale di Coppa Italia.

L’esplosione di Dybala, il ritorno al top di Khedira e Pogba

E in tutto questo Allegri ha il suo grande merito, quello di aver avuto pazienza e oculatezza nel gestire i nuovi arrivi che, superati infortuni e incertezze iniziali, sono definitivamente sbocciati, per non dire esplosi. Basti pensare a Paulo Dybala che, impiego dopo impiego, ha definitivamente dimostrato che l’investimento nei suoi confronti non è stato esagerato, ma congruo rispetto alla classe finora palesata, gol e assist a volontà che stanno regalando alla Juventus quella padronanza e quella sicurezza alla quale negli anni ci ha abituati. Non meno importante è stato il recupero di un cavallo di razza del centrocampo come Sami Khedira, nonché il ritorno ai massimi livelli di Paul Pogba.

Una rosa perfettamente assortita di campioni

Il segreto di questa squadra rimane anche una rosa perfettamente assortita di campioni, pronti a dare il loro contributo in un turnover che non fa rimpiangere i cosiddetti “titolarissimi”.

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Un esempio lampante è proprio il match di ieri sera contro il Torino, dove la prestazione di Zaza, con due gol e una grande predisposizione a sacrificarsi per la squadra, e la precisione e la puntualità di Rugani, al suo esordio in maglia bianconera, consegnano delle “alternative” validissime che possano dare un po’ di respiro a chi gioca di più. Il derby stravinto contro i granata restituisce alla Juve anche un Morata a tutto campo, assist-man della serata, apparso più rinfrancato dopo le critiche di Siviglia per i mancati gol.

Battere il Carpi per chiudere un anno entusiasmante

Per chiudere in bellezza un 2015 spettacolare, condito dal quarto scudetto, dalla decima Coppa Italia e dalla finale, purtroppo persa, di Champions League, alla Juventus non rimane che battere il Carpi nell’ultimo match di campionato di questo anno solare, per ribadire, se ancora ce ne fosse bisogno, che la Vecchia Signora è tornata e non ha nessuna intenzione di abdicare, anzi, dopo il digiuno iniziale, è più famelica e cinica che mai.

Per gli avversari a questo punto c’è da tremare, le zebre saranno pur zebre, ma ruggiscono come leoni.