La trasferta del Legia Varsavia a Napoli per l'ultima partita del girone di Europa League, poteva considerarsi ad alto rischio, a causa del suo gruppo ultras uno dei più violenti d’Europa. Così è stato, già dal giorno prima Napoli è stata teatro di vari scontri, prima all’aeroporto e in seguito nel centro cittadino, che si sono protratti durante l’intera nottata. Alla fine si sono contati vari feriti anche tra le forze dell’ordine, che in queste circostanze spesso diventano nemico comune, e numerosi arresti.

Non perdere gli ultimi aggiornamenti Segui il Canale SSC Napoli

Tutto ciò alla fine non ha impedito ai tifosi ospiti di andare allo stadio, e prima del calcio d’inizio ancora scontri fuori dallo stadio.

La violenza genera altra violenza

Alla base di questi scontri ci sono spesso episodi del passato; come dimenticare la trasferta degli “irriducibili” laziali l’anno scorso a Varsavia, che divenne anche un caso politico, per l’arresto di un gruppo di tifosi italiani.

Un altro motivo di scontro tra le tifoserie sono i vari gemellaggi. Le autorità italiane erano state avvisate preventivamente che i violenti ultras della "curva Kira" di Varsavia, sono gemellati con i Drughi, storico gruppo ultras juventino, che dal canto loro, non hanno certo un buon rapporto con i supporters napoletani. Ultimamente questa fitta rete di amicizie tra tifosi della quale spesso ignoriamo l'esistenza, sta aumentando a dismisura ed è un fenomeno decisamente allarmante. Capita per esempio che in un Verona - Livorno arrivi un gruppo di "Ultras Sur" del Real Madrid a testimoniare l'allenaza con bandiere naziste, contro gli odiati "rossi" livornesi, o che il gruppo “Grobarj” del Partizan Belgrado mandi i suoi picchiatori alle trasferte del Milan, pronti a combattere con i “fratelli” della "curva sud"  contro gli juventini

Chi sono realmente gli ultras?

Probabilmente non basterebbe un libro per raccontare tutto ciò che gira attorno al “mondo ultras”.

I migliori video del giorno

I primi gruppi di tifoserie organizzate sono nati in Inghilterra negli anni '60, i famosi Hooligans (da hooley’s gang). Erano dei teppistelli irlandesi del west end londinese che per ragioni sociali e culturali hanno preso piede raggiungendo l'apice della loro violenza negli anni '80. Questo fenomeno oltre che nel Regno Unito si è sparso a macchia d’olio in tutto il vecchio continente. Sono nati cosi gruppi di tifoserie organizzate in ogni città, piccola o grande, d’Europa, accomunati a volte da "nemici" comuni ma sempre più spesso dall'inclinazione politica degli schieramenti. La politica, cosa totalmente estranea ad ogni passione sportiva, è purtroppo sempre più radicata all'interno delle curve.

Domenica Napoli - Roma al "San Paolo"

Il destino ha voluto che dopo i drammatici fatti infrasettimanali nel capoluogo campano, domenica ci sarà una delle partite più a rischio del campionato di serie A. Napoli - Roma è stata sempre una partita "calda", ma dopo i tragici fatti di due anni fa che videro la morte di Ciro Esposito, le due tifoserie si sono dichiarate guerra.

È ancora sotto gli occhi di tutti lo striscione esposto l'anno scorso al San Paolo che recitava: "ogni parola è vana, se occasione ci sarà non avremo pietà". Una frase che già di per sé fa venire i brividi e che sa oggi più che mai di sentenza.

In questi giorni, come ogni volta che accadono episodi simili, si parlerà di rimedi e soluzioni, spesso citando la soluzione "inglese", che ha eliminato il problema degli hooligans negli anni '90 nel Regno Unito. Tuttavia da noi tale soluzione è utopia per i noti problemi; stadi di proprietà, potere alle forze dell'ordine e ai steward, rapporto tra club e gruppi ultras, pertanto, per molto tempo ancora, sarà impossibile rendere lo stadio un luogo sicuro dove poter godere di novanta minuti di solo e puro divertimento.