Alex Ferguson nasce il 31 dicembre del 41’ a Govan, sobborgo industriale e povero di Glasgow. L’infanzia in quel disagiato quartiere formerà il carattere duro e deciso che caratterizzerà la sua carriera da allenatore. Un'adolescenza tra calcio di provincia, pub e proteste sindacali, dove Alex è stato sempre in prima linea. Una carriera da calciatore che rimane un po' nell’anonimato, nonostante un titolo di capocannoniere con i Rangers e qualche apparizione in Premier League, fino a 34 anni quando dice stop al calcio e torna nella sua Govan a gestire il Fergies’s, pub di sua proprietà.

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I primi successi all’ Aberdeen

Il calcio quando lo ami ti rimane dentro per sempre, e cosi è successo a Sir Alex che si divideva fra il suo Pub e le panchine di squadre di seconda fascia scozzese.

Questo fino al 1978, quando l’Aberdeen, una squadra che da sempre galleggiava nella mediocrità, decide di affidare la panchina a questo giovane e determinato scozzese. Negli otto anni seguenti l’Aberdeen vinse 3 scudetti e la Coppa delle Coppe nel 1983, battendo in finale niente di meno che il Real Madrid allenato a quel tempo da Di Stefano. Racconta la leggenda che la sera prima della finale Sir Alex regalò un bottiglia di whiskey scozzese a Alfredo di Stefano suo idolo da quando lo vide vincere nel 1960 all'Hampden Park di Glasgow la finale di Coppa Campioni col suo Real.

Gli anni della Leggenda

Dopo una breve parentesi nella nazionale Scozzese ai mondiali del 86’ Sir Alex Ferguson si trasferisce al Manchester Udt, ed è qui che nasce il mito. In 26 anni alla guida dei Red Devils, lo scozzese conquisterà la bellezza di 38 trofei, tra i quali due Champions League.

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Mentre il calcio cambia inesorabilmente col passare degli anni, Il manager scozzese ha saputo riadattarsi a seconda degli eventi pretendendo sempre un calcio spettacolare e collettivo dalle sue squadre. Irascibile e testardo viene soprannominato Hairdryer, l’asciugacapelli, per via delle sue urla ai giocatori quando qualcosa non va come vuole. Ed è stato un tecnico molto esigente, e non le mandava mai a dire a nessuno. Fighetto era il soprannome con il quale ha spesso etichettato David Beckham, reo di essere più un modello che un calciatore, e tornando alle origini per uno che viene da Govan non c’è insulto peggiore. Ma le sfuriate dell’"asciugacapelli umano" hanno creato generazioni di campioni che gli saranno eternamente debitori; Giggs, Scholes, Cantona oppure Van Nisterlooy, Ronaldo e Rooney solo per citarne qualcuno. 

Il “ragazzo” di Govan diventa Sir

Nel 1999 la Regina Elisabetta II, lo ha fregiato col più alto titolo che un suddito di sua maestà possa ricevere, quello di Sir. Lui ovviamente si presenta alla cerimonia in kilt, portando con sé tutto l’orgoglio del popolo scozzese. Si è ritirato da vincente dalla panchina nel 2013 entrando a far parte della dirigenza del Manchester, portando con sè numerosi record che ne accompagneranno la fama negli anni a venire.