Chissà come saranno rimasti tutti quelli che, arrivati a 2' minuti dal termine di Juventus-Napoli, avranno cambiato canale per seguire il Festival di Sanremo. Uno 0-0 che sembrava inciso per come le due squadre, soprattutto nella ripresa, si erano poste in campo, Ed invece, quando proprio tutto sembrava scritto, quando le due squadre avrebbero rimandato la loro sfida fino all'ultima giornata, ecco che quel ragazzo lucano, classe '91, si è inventato un sinistro di collo pieno (con deviazione di Albiol) che beffa Reina.

Esplode lo Stadium, la panchina bianconera scende in campo, compiendo una mini invasione. Bellissimo l'abbraccio tra Zaza e Morata. Il Napoli rimane impietrito. La faccia di Sarri è l'emblema dell'animo della squadra partenopea.

La differenza l'hanno fatta le 'riserve': Alex Sandro, Rugani e Zaza

Che la gara tra Juventus e Napoli fosse tattica era palese, ma che nessuna delle due squadre riuscisse fino all'88' a sbloccarla, questo no!

Nel primo tempo la partita è a tratti spettacolare, da lezione per la scuola di Coverciano. Due squadre con due pensieri e filosofie di gioco differenti, ma che attuano un comune pressing sui portatori di palla. Così, la gara nel primo tempo vede occasioni da una parte e dall'altra, dove a primeggiare sono soprattutto i difensori: Bonucci salva in acrobazia su Higuain, mentre Koulibaly alza il muro su Dybala e Morata.

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Juventus Serie A

Nella ripresa, occasione immediata per il Napoli con Insigne. Subito pronta la risposta dell Juve con Dybala, che manda alto di poco sulla traversa. Bonucci alza bandiera bianca a causa dello scontro fortuito nel primo tempo con Khedira e viene sostituito da Rugani. Il centrale, ex Empoli, per il resto della gara, non fa rimpiangere il suo compagno di reparto e con Barzagli mantiene intatto il muro bianconero.

A proposito Barzagli, come ha detto Buffon, è tra i migliori difensori al mondo. Allegri decide che al 60' è l'ora di Zaza, vista comunque la prova non convincente di Morata. I due tecnici predicano calma. Così si arriva al minuto 82' quando Allegri toglie Dybala per Alex Sandro e sistema la squadra con un 4-5-1. Chiaro segnale, che anche Allegri, come Sarri, si accontenta del pareggio. E' così che all'88', da un lancio lungo, è Alex Sandro che svetta di testa, con Evra che serve Zaza che con un sinistro micidiale, leggermente deviato da Albiol, batte Reina.

Lo Stadium è in festa. Tutti, compresi dirigenti, giocatori in panchina e Allegri stesso, sanno che quello di Zaza è un gol che può valere lo scudetto.

Finisce la gara, con il Napoli che ancora non riesce a credere nel risultato maturato. La squadra di Sarri era ad un passo dal primo punto guadagnato allo Juventus Stadium. Ma si sa, il destino non si può cambiare. Quel destino, in cui era scritto che Simone Zaza decidesse una gara giocata alla pari.

La differenza tra Juventus e Napoli l'ha fatta la panchina. I cambi si sono rivelati importanti. Rugani non ha fatto rimpiangere Bonucci, Alex Sandro ha dato quello sprint in più sulla fascia sinistra e Zaza si è rivelato più di un semplice attaccante di riserva. Già, proprio quel ragazzo che è sempre stato in silenzio, ha aspettato il suo turno e ha sempre dato il suo contributo quando è stato chiamato in causa. E chissà che proprio Zaza non possa diventare risorsa importante proprio in vista degli ottavi di Champions. Il Bayern è avvisato: la Juve ha una grande panchina, ma soprattutto ha Zaza, che ogni volta che entra a partita in corso segna sempre!

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