“C’è il calcio miliardario dei grandi club sempre più conosciuti a livello planetario, che continua a far sognare tanta gente in tutto il mondo. Il calcio di pura passione, quello dei ragazzi, che ancora viene giocato nei parchi di ogni Paese, nonostante le guerre, le scale sociali, le latitudini, il colore della pelle e il materiale del pallone. E poi c’è il calcio di mezzo.”

Nella prefazione firmata Vincenzo Pincolini di 999, l’ultimo libro di Paolo Amir tabloni, troviamo l’anticipazione di un testo che ci fa comprendere realmente il mondo del calcio. In questa sorta di divisione di classe, paragonandolo ai ceti sociali, noi tutti conosciamo la più alta ed importante classe, il luccicante calcio d’elite, conosciamo anche il ceto più basso, il calcio di provincia. Ma la classe media?

La risposta è tutta in “999” che riuscito a raccontare 29 storie di calcio ma soprattutto storie di vita. Una lettura dentro al mondo dello sport più diffuso al pianeta, penetrando nelle fragilità, nelle gioie e nei dolori di questi ragazzi che hanno accarezzato il sogno di una vita.

Intervista a Tabloni, l'autore di 999

In tre righe, la descrizione di Paolo Amir Tabloni.

"Sono un sognatore che difficilmente accetta un “No”.

Ho studiato poco, viaggiato tanto, sperimentato, azzardato, fallito. Sono caduto e mi sono fatto molto male, ma poi ho lavorato molto e adesso mi ritrovo di nuovo in piedi".

Quale è stato lo spunto che ti ha fatto venir voglia di scrivere questo libro?

999 nasce dall’esigenza di raccontare l’altra faccia della medaglia, quella che non luccica. Storie d “invisibili”, che mi son sentito di rappresentare mettendoci la faccia, scoprendo anche le mie cicatrici .

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Qual è il messaggio che dobbiamo trarre da 999?

"999 è una lettura che si sviluppa a più livelli e si rivolge principalmente:

A chi dopo il fallimento è in cerca di una seconda possibilità. 999 è amore per lo sport, rispetto per sé stessi e per i propri sogni. Un inno alla consapevolezza che fallire nello sport non significa necessariamente fallire nella vita (citando Nicola Berti)".

Ai ragazzini delle squadre giovanili, e li mette in guardia in merito ai rischi che rappresenta intraprendere una carriera così in bilico come quella del calcio.

Ai genitori di giovani calciatori e sportivi in generale, che spesso riversano i loro desideri di rivalsa sulla carriera del figlio. 999 si rivolge a tutti quei giocatori e sportivi, che almeno una volta nella vita, si sono sentiti sfiorare dalla possibilità di diventare dei campioni, e a quelli che, non riuscendoci, affrontano ancora oggi le frustrazioni di una carriera mancata.

Le persone più importanti nella tua esperienza:

* Di Calciatore?

Ermanno Maghenzani è stato fondamentale nella mia maturazione da portiere. Gianni Di Marzio puntò tanto su di me. Giancarlo Cantarelli e Luciano Maradini mi son stati vicino negli anni più difficili.

*Di Scrittore?

Probabilmente più di tutti Alessandro Bassetti, Michele e Roberto Rossi di Errekappa Edizioni, mi offrirono la pubblicazione con Onde Perfette.

*Nella vita?

La mia famiglia, la mia compagna Elena e mio figlio Edoardo, che verrà alla luce nei prossimi giorni, ed è già al centro di ogni mio pensiero.

Cosa ha portato un portiere di talento a diventare uno scrittore? Come è cambiata la tua vita dopo questa "trasformazione"?

Ho cominciato a scrivere seriamente, solo dopo aver fallito nel calcio e credo che le due cose siano collegate. 999, vuol essere anche un omaggio a queste due mie grandi passioni: il calcio e la scrittura.

Obiettivi futuri? Qualche nuovo libro è già in mente?

Vorrei pubblicare al più presto un romanzo meraviglioso che ho scritto insieme a Paola Annoni, intitolato Almacuba.

Come si vede Paolo tra 10 anni?

Con due figli e un sacco di storie da raccontare.

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