Il Paris Saint Germain di Emery rifila quattro sberle al Barcellona nell'andata degli ottavi di finale di Champions League e gli preclude in maniera drastica l'avanzare nella competizione. I parigini, orfani in questa serata di Thiago Silva e Thiago Motta, offrono una prestazione stellare in un Parco dei Principi mai così entusiasta. La squadra della capitale francese gira a mille dopo soli pochi secondi di gioco e mette da subito alle corde il Barcellona, mai così stralunato e moscio da parecchio tempo ormai.

Il Paris già nel primo quarto d'ora sfiora a più riprese la rete e solo un poco di disattenzione offensiva salva gli avversari che cadono però la prima volta al 18' quando, sugli sviluppi di un calcio di punizione, l'argentino Di Maria pennella un sinistro velenoso e batte Ter Stegen.

Si aspetta la reazione dei blaugrana ma questa non arriva, i catalani vanno ripetutamente a sbattere sulla cerniera di centrocampo dove Rabiot, Verratti e Matuidi dettano legge chiudendo tutti gli spazi per poi ripartire in contropiede; proprio in una di queste ripartenze arriva il raddoppio, siamo al 40' e Verratti recuperata palla a centrocampo innesca Draxler sulla destra che appena dentro l'area fulmina il suo connazionale e firma il 2-0 con cui si chiude il primo tempo.

Nella ripresa il copione non cambia, stessi ritmi parigini e stesso centrocampo da favola che annichilisce e spegne il Barça, al 55' Di Maria s'inventa poi un gol capolavoro e la gara assume per il Barcellona i connotati della disfatta.

Manca solo il gol di Cavani che fra l'altro festeggia in questo giorno di S.Valentino il suo trentesimo compleanno, la giusta ricompensa al suo lavoro il Matador la ottiene al 71' quando il laterale destro belga Meunier dopo una lunga fuga sul suo settore gli serve una palla che l'uruguayano scaraventa in porta con un destro violentissimo; il poker è servito e a nulla serve il forcing finale dell'undici di Luis Enrique alla ricerca di un gol per tenere vivo il ritorno.

Il 4-0 casalingo dei parigini è in pratica un passaporto per i quarti di finale e conoscendo Unai Emery quando si tratta di coppe non punteremmo un solo centesimo per un ribaltone al Camp Nou. Fossimo in Ibrahimovic ci morderemmo le mani, i suoi ex compagni possono quest'anno vincere la Champions League, continuando a giocare così, chiaro.