Il XXI secolo è sempre è più il secolo della Cina, l'espansione economica orientale influisce tanto sui mercati europei, ma anche il calcio ne risente. Ci si trova di fronte a un crescendo di investimenti cinesi che attirano i grandi campioni del mondo occidentale verso il loro campionato. Gli stipendi offerti sono numeri esorbitanti e qui si apre un capitolo potenzialmente ricchissimo di pagine: "il calcio e i soldi", in molti considerano il giro di soldi del mondo del pallone come la vera piaga di uno sport che ormai ha conquistato il mondo intero.

Ma il capitolo che può essere ancora più interessante è "i soldi e la gloria". Da quando Manchester City, PSG e Monaco, entrando nelle mani di grandi magnati, hanno corteggiato i più grandi calciatori al mondo, questi hanno dovuto scegliere tra i soldi e una gloria immediata di cui magari godevano nei top club in cui giocavano; in molti ovviamente hanno scelto i soldi perché era prevedibile che Manchester City o PSG sarebbero a breve diventati top club anch'essi, così come è prevedibile che anche il Monaco lo diventerà.

In questo calcio mosso dal denaro non si può comunque negare che la gloria a cui si può aspirare in Cina lascia un po' l'amaro in bocca rispetto a quella europea, forse perché non si è acclamati dalla propria gente, o forse per il semplice fatto che la Champions League asiatica non corrisponde ai sogni fatti da bambini. La Cina è senza dubbio lontana, ma i soldi hanno la proprietà di cambiare ciò che è lontano in tangibile, o per dirlo con un termine contemporaneo, in consumabile.

C'è un piccolo dettaglio, la gloria non è consumabile, quella resta oltre la morte dei singoli giocatori come un opera d'arte, ed ecco che le rovesciate di Pelè saranno immortali come i Sonetti di Shakespeare, questa gloria non prende spunto dai soldi, ma dal divertimento e dai sogni, potrebbe teoricamente esistere senza denaro.

Ora, nulla vieta che giocatori a fine carriera abbiano perso la fame di gloria o siano abbastanza soddisfatti dalla gloria ottenuta, così da preferire i soldi, e nulla vieta che qualsiasi giocatore, anche a metà carriera possa preferire i soldi.

Ma quando, in questo calcio schiavo del denaro, giocatori come Bacca o Kalinic preferiscono la ricerca della gloria in serie A ai soldi della Cina, qualcosa fa pensare che questo calcio sia fatto ancora dai soldi che si facevano da bambini.

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