Il caso è salito agli onori della cronaca nazionale pochi giorni fa, un giocatore subisce insulti razzisti, il compagno (italiano) lo difende e finisce in ospedale con il cranio spaccato e il rischio di perdere la vista. Accadeva domenica scorsa, in una partita di terza categoria della provincia di torino, che altrimenti sarebbe passata inosservata, come tante altre.

L'espulsione e gli insulti razzisti

Mbaye Moundiaye, senegalese dell’Atletico Villaretto, viene espulso in maniera sacrosanta per una gomitata. Potrebbe finire lì, ma l'azione scorretta - per quanto frequente sui campi di gioco - è solo la scintilla.

Un avversario della Mappanese rivolge poco eleganti insulti razzisti a Mbaye, apostrofandolo con il più classico “negro di m…”. Epiteto non gradito, ovviamente, che scatena un parapiglia.

Lo difende dagli insulti razzisti, finisce in ospedale

A prendere più di altri le difese del compagno, vuoi per solidarietà, vuoi per il ruolo di capitano della squadra, è Gianluca Cigna, ma l'intervento anziché placare gli animi fa scoppiare una rissa, che l’arbitro Martial Kom Nchedop Dadjo riesce a sedare solo con l’aiuto delle forze dell’ordine. Gli strascichi però proseguono a fine partita, fuori dal campo, quando capitan Cigna viene aggredito nel parcheggio da un avversario e dal padre, che lo mandano in ospedale in gravi condizioni.

Per fortuna l’operazione al cranio è andata bene e il giocatore non rischia più di perdere la vista, come temuto.

Nel referto nessuna traccia degli insulti razzisti

Ieri le sentenze del giudice sportivo Giancarlo Rostagno: due giornate a Mbaye, come da regolamento, poi basta. Nessun altro ha pagato, né per la rissa in campo - l’aggressione esterna è materia di giustizia ordinaria - tantomeno per gli insulti razzisti che l’hanno causata, semplicemente perché il direttore di gara non li ha sentiti e non li ha inseriti nel referto.

“Quello che proprio non mi è andato giù è che l’arbitro, che ha sentito tutto, non ha fatto nulla. Eppure lui è africano come me: doveva espellere anche chi mi ha insultato, non solo me per il fallo”, commenta Mbaye. Accuse respinte dai tesserati della Mappanese, per cui la rissa non avrebbe avuto origine dal razzismo ma solo dal fatto che il senegalese avrebbe “menato come un fabbro”.