Robertino è un incredibile personaggio che, negli ultimi sei anni, è emerso dal palcoscenico torinese: è l’unico portiere disabile capace di disputare più di 3mila 253 partite di Calcio amatoriale dal 17 maggio 2011 al 17 maggio 2017. Nel quartiere in cui vive a Torino, la Vanchiglietta, lo conoscono tutti. E per la verità ha tantissimi amici anche nel resto della città e nella prima cintura. roberto bressan, figlio di Guido e Graziella, 25 anni compiuti il 24 febbraio scorso, di cui almeno sedici trascorsi ad inseguire un pallone da parare è l’esempio più limpido e pulito di un ragazzo che ha saputo sfruttare al meglio le proprie passioni e le proprie capacità per contrastare l’effetto e il disagio psicologico della disabilità.

Un traguardo da guinness dei primati. Ovviamente, giocava anche prima, ma non aveva ancora iniziato a segnarsi giornalmente sul quaderno le partite giocate. Questo significa che, ufficialmente, le partite di Robertino sono oltre 3mila e 200, ma in realtà potrebbero anche essere il triplo. Considerate che spesso gioca due o tre partite al giorno. Gli amici lo chiamano perché hanno bisogno di un buon portiere e lui non se lo fa ripetere due volte…

Campione nel 2015

Ha iniziato a giocare al parco, poi all’oratorio e infine è approdato nella sua prima squadra, la Polisportiva Santa Giulia, all’epoca allenata da Enzo Manfregola.

Da quel momento in poi gira una quindicina di squadre, tra cui la Old Generation e il Cuore Matto, ma resta sempre legato affettivamente e sportivamente alla Polisportiva Santa Giulia (con cui ancora gioca qualche partita), ora allenata da Gianluca Perruquet e prima di lui da Angelo Petrantoni.

Alla fine di questo percorso, che in realtà è un continuo evolversi e modificarsi e che lo porta nel 2015 a diventare campione d’Italia con il Torino di Gianfranco Bono nel trofeo nazionale organizzato dalla Uisp, approda con gli Insuperabili, una delle più attive scuole calcio per ragazzi disabili, che fa parte dell’associazione sportiva dilettantistica Total Sport diretta da Attila Malfatti e che ha in Giorgio Chiellini il principale testimonial.

Se è vero che l’appetito vien mangiando, è vero che “Saracinesca”, questo il soprannome di Bressan, ha ancora molta fame. “Sogno di giocare nella nazionale per disabili. E ovviamente, sogno di vincere il titolo. Nel 2007 sono stato nominato “Miglior Portiere” dell’anno, ma non mi basta”.

Successi e sconfitte

Uno dei traguardi più importanti raggiunti è quello tagliato il 2 dicembre 2016, quando ha giocato la sua partita numero 3mila.

Ad oggi, Roberto Bressan vanta: 1.887 partite vinte, 887 pareggi, 479 sconfitte. Su 3mila 253 partite giocate si contano 300 rigori e 190 parate.

Ma anche 90 errori, o come li definisce lui… “90 papere”. Il tutto per un totale di quindici campionati vinti. E pensare che il calcio, all’inizio, neppure gli piaceva… Dietro questo simpaticissimo ragazzo che gioca quasi tutti i giorni della settimana, spesso più volte nello stesso giorno, c’è un tenero “ragazzone” che ama seguire la moda, che vuole bene ai suoi amici, con cui divide passione e interessi.

“Il calcio mi ha regalato tanti amici a cui sono molto legato e in particolare due, Juri Ferro, che gioca con me negli Insuperabili, e Davide Ferina, che giocava insieme a me nel Santa Giulia. Ma in realtà mi porto nel cuore tutti e non potrei nominarli. Mi scapperebbe qualche nome…”. Tifa Juventus, adora Gianluigi Buffon, mangia sempre molto volentieri le mezze penne al salmone e quando può ascolta e canta Vasco Rossi.

Ma non diciamolo troppo in giro che canticchia nella sua camera perché è timido e ha vergogna...

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