Contravvenendo alla scaramanzia il presidente del Napoli, Aurelio De laurentiis, pronuncia la parola scudetto in un'intervista rilasciata a "Radio Kiss Kiss", poco prima dell'inizio dell'amichevole contro il Trento. "In passato dicevano di non usare la parola scudetto perché portava male e, in caso di non vittoria, avrebbero detto che la squadra era stata costruita per vincere e invece non ci è riuscita".

Come una famiglia

"Vedere il Napoli come una famiglia è sempre stato il mio sogno, nel mondo del cinema ci sono già riuscito, dopo 14 anni questo modello si sta delineando anche nel calcio, sono molto contento".

Il presidente per spiegare meglio il suo punto di vista evoca un panorama romantico, caro ai napoletani e continua: "Il golfo di Napoli è bello perché da quel punto puoi ammirare la chiusura del cerchio con la vista in lontananza di Ischia e Capri, tutto questo ti avvolge come in un abbraccio. Siamo una realtà di nicchia per questo dobbiamo trovare una bandiera, un simbolo che ci unisca per vincere anche in altri settori, la città lo merita".

Sogno scudetto

Questa parola non è più inserita tra i vocaboli che a Napoli non si possono usare. Nel discorso di De Laurentiis la frase scudetto viene sdoganata con un concetto di meritocrazia. "In tutti i campi in cui mi sono adoperato ho sempre partecipato per vincere, nel cinema come a scuola ci sono dei premi e uno deve competere tenendo presente che sono i meriti che ci contraddistinguono, altrimenti regnerebbe la mediocrità in un sistema appiattito verso il basso, uguale per tutti e dove non c'è bisogno di medaglie".

Sarri condottiero

L'entusiasmo dei tifosi presenti nel ritiro trentino di Dimaro Folgarida rappresenta un assist per il numero uno partenopeo, che partecipa attivamente al clima spendendo parole di elogio per il suo allenatore. "La squadra gioca bene, sono contento dell'inserimento del francese Ounas, uno che morde la l'area di rigore avversaria, merito di Sarri che lo ha buttato nella mischia.

Il mister è sereno, oggi lo vedo come un uomo più tranquillo e sicuro di se stesso, carismatico per la squadra".

Nuovi parametri per la serie A

Per nulla affaticato dal Rafting praticato cimentandosi nella discesa del fiume Noce, durante l'intervista ADL si è infine soffermato sulla necessità di un campionato di calcio a 16 squadre con una sola retrocessione spiegando che: "Così facendo avremmo una serie B più forte, fucina di giovani talenti da scoprire non solo nei vivai, ma anche nelle serie minori".

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