L'affare del secolo, così lo hanno definito tutti gli addetti ai lavori. Neymar alla corte dello sceicco del PSG per 222 milioni. Il Barcellona ha incassato la cifra record di sempre, mai nessuno si era spinto così oltre per un giocatore. Intanto i rumors e le dietrologie continuano ad inseguirsi, lasciando molto spazio ad interpretazioni ed opinioni personali. Ieri c'è stata la conferenza stampa di presentazione insieme ad AL Khelaifi, dove il calciatore brasiliano ha più volte ripetuto che la sua è stata una scelta di cuore, non dettata dal denaro.

Parla il padre e agente di Neymar: ecco i motivi della cessione

Molti hanno storto la bocca davanti alle parole del brasiliano. 30 milioni l'anno non sembrano una scelta di cuore e, a conferma di questo, ha parlato il padre di Neymar, nonchè suo agente. I primi problemi iniziarono quando il Barca stava trattando il rinnovo del contratto. Lui voleva dei bonus che la società non era disposta a concedere. Questo è quanto sostiene il padre dell'ormai calciatore più pagato del mondo. Ma non è tutto, infatti rincara ancora la dose: "Fino a quel momento non avevamo mai pensato di lasciare la Spagna". E' facile capire come frasi di questo genere abbiano scatenato reazioni poco convinte.

Adesso il Barcellona ha a disposizione 222 milioni da spendere sul mercato, ed il primo nome sembra essere quello della stella della Juventus Dybala. Proprio per questo sembra esserci un asse caldo tra Italia e Spagna, con i bianconeri interessati ad un giocatore del Real.

La scelta d'amore, o un amore per il denaro?

Continua l'ironia del web e di molti appassionati. Ieri Neymar - sempre a margine della sua presentazione - ha più volte sottolineato di essere andato a Parigi per amore e ambizione, non per denaro. Ma ci ha pensato il padre a smentirlo, solamente 24 ore dopo. I bonus legati al contratto sembrano qualcosa di molto diverso dai sogni, dall'amore.

Ma è stata la scelta giusta per la sua carriera sportiva? E' difficile diventare il numero uno in un campionato definito minore, come quello francese. Potrebbe anche vincere la Champions League, ma il blasone di un campionato ha la sua importanza.

E' anche vero che ormai siamo abituati a vedere partire campioni per lidi esotici, mossi solamente da interessi economici.

Un esempio è il campionato cinese e i suoi Presidenti, una superpotenza in espansione, come Yonghongh Li in grado di acquisire il Milan e fare un mercato faraonico.