Bilanci di inizio stagione

Ieri il Milan ha conquistato la sua decima vittoria su dodici partite tra campionato ed Europa League. Ottimi numeri alla mano se visti in prospettiva puramente statistica. I problemi sorgono nel momento in cui però si va ad elaborare razionalmente l'operato del tecnico al suo secondo anno nella panchina rossonera. La tumultuosa vittoria di ieri contro i croati del Rijeka, team di discutibile livello, non è sicuramente l'unica conquista rossonera ottenuta dopo minuti di apnea e confusione totale. Colpa dei singoli, colpa di una mentalità vincente non collaudata, colpa dell'allenatore.

Questi sono quesiti che rimarranno nello spogliatoio, ciò che è certo è che spesso quando le cose vanno male l'allenatore è il primo a pagarne le spese. Come una certa vecchia conoscenza dell'ambiente rossonero di nome Carlo Ancelotti, che adesso aleggia come un fantasma nei sogni dei tifosi rossoneri avidi di nostalgia.

Tuttavia, se i risultati parlano infatti di una media di due punti a partita, ben altri sono i dettagli che emergono se analizzate singolarmente le partite in cui il Milan ha guadagnato i tre punti. Squadre mediocri sulla carta rispetto alla rosa del Milan hanno permesso ai diavoli di venirne fuori grazie ad un evidente inferiorità tecnica degli avversari che si è sempre palesata nel corso dei '90 minuti.

Nel momento in cui i rossoneri hanno trovato dinanzi a sé squadre più pronte tatticamente come la Lazio e la Sampdoria i risultati sono stati invece piuttosto negativi.

Ripartire dalla Roma

Continuare a cercare di comprendere i perché di tante incertezze appare quindi oramai insensato, soprattutto nell'ottica di una squadra costruita da zero con un grosso peso sulle spalle, che si spera non diventi insostenibile.

I tre punti nei momenti difficili restano l'unica soluzione e sino adesso il Milan, seppur boccheggiando, li ha sempre portati a casa quando necessario. Adesso però, a poco più di un mese dall'inizio del campionato, Montella si trova davanti ad un crocevia fondamentale per la sua carriera, presente e futura, e per le sorti di questo nuovo Milan.

A San Siro infatti si presenterà la Roma di Di Francesco che sta vivendo un ottimo periodo di forma e risultati. Questa volta i rossoneri sono consapevoli di non poter scegliere tra prestazione e punti. L'unico imperativo sarà vincere giocando bene dando alla squadra un'identità, spesso tralasciata nella scelta dei titolari, che permetta al Milan di ripartire da una solida base. È ciò che esigono i tifosi. È ciò che esige la società. L'aeroplanino deve stare attento a non volare basso perché in alta quota si sta meglio, e si rischia di meno.