Un fulmine a ciel sereno? Praticamente si, anche se il cielo bavarese addensava da tempo pericolosi nuvoloni neri. Alla fine la dura lezione di calcio subita in Champions League dal Paris Saint Germain, ben più severa di quanto non dica lo 0-3 incassato da Neymar e compagni, è solo la punta dell'icerberg. I campioni di Germania, ormai da numerose uscite, non stavano brillando come di consueto sotto il profilo del gioco e si erano create pericolose frizioni all'interno dello spogliatoio.

Una bomba ad orologeria targata Robben, Ribery, Muller e Lewandowski, i big del Bayern che, davvero, non riuscivano più ad avere feeling con Carlo Ancelotti. Così la bomba è esplosa tra le mani di Carletto, con la società che ne ha deciso l'esonero.

La rabbia di Rummnenigge

A determinare il divorzio è stato proprio il maggiore 'sponsor' di Ancelotti. Karl Heinz Rummenigge lo aveva sempre difeso, anche nelle circostanze in cui si era creato il contrasto con i 'senatori' bavaresi.

Evidentemente all'ex attaccante dell'Inter sono risultate poco gradite le scelte dell'allenatore in occasione del match in casa del PSG, caratterizzato dalle esclusioni eccellenti di Robben, rimasto in panchina per 70', e di Ribery che non è nemmeno entrato quando le cose si sono messe malissimo per i rossi di Monaco. Kalle era tra i pochi, prima di Parigi, a difendere il tecnico italiano. "Questo non è assolutamente il vero Bayern - ha tuonato a fine gara il direttore amministrativo della società bavarese - e siamo in dovere di analizzare per bene questa prestazione e le cause di questa sconfitta. Dobbiamo capire cosa non ha funzionato e trarne le dovute conseguenze".

Non perdere le ultime news!
Clicca sotto sull’argomento che ti interessa. Ti terremo aggiornato con tutto quello che non puoi perdere.
Champions League

Decisione inevitabile

In questi casi, le dovute conseguenze portano sempre all'allontanamento dell'allenatore. In condizioni normali, probabilmente, non sarebbe accaduto nulla. Il Bayern ha perso pesantemente ed è sembrato nettamente inferiore agli scatenati francesi, ma non bisogna dimenticare l'incredibile potenziale della formazione transalpina che, con un attacco devastante in cui Neymar è solamente la gemma più preziosa tra quelle incastonate, oggi è probabilmente la grande favorita per il titolo europeo.

Pronostici di settembre per un torneo che si concluderà a maggio, pertanto piuttosto prematuri. Ma le condizioni all'interno dello spogliatoio del Bayern sono tutt'altro che normali ed Ancelotti paga la sua 'guerra' ai tanti uomini di spicco della formazione tedesca che, in questo momento, sono tutti contro di lui. Ad iniziare da Robben che, a fine partita, ha preferito un 'no comment'. "Ogni parola in più sarebbe di troppo", ha detto amaramente il maturo fuoriclasse olandese.

Oltretutto il Bayern non è certamente una società 'mangia-allenatori', se consideriamo che era dal 1991 che non esonerava un tecnico prima di Natale. Allora era toccato ad un altro 'maestro' della panchina, Jupp Heynckes, sostituito da Soren Lerby. Chiaro segnale che il K.O. subito in Francia è stato soltanto la goccia che ha fatto traboccare il vaso. La squadra, pertanto, è attualmente affidata al vice di Ancelotti, Willy Sagnol.

Potrebbe essere un incarico temporaneo, l'indiscrezione per il sostituto del tecnico italiano, infatti, porta all'ex allenatore del Borussia Dortmund, Thomas Tuchel.

Segui la nostra pagina Facebook!
Leggi tutto