MILANO - La Juventus è tornata a far paura. Lo dicono i numeri e lo dice anche la momentanea classifica, che la vede al primo posto a 28 punti assieme al Napoli (che giocherà domenica contro il Sassuolo). Dopo la sconfitta patita contro la Lazio di un super Ciro Immobile, la squadra di Allegri ha stravinto in dieci uomini a Udine (2-6 il finale ndr), strapazzato la SPAL all'Allianz Stadium ed infine, stasera ha fatto suo il classico contro i rossoneri guidati da un sempre più teso Montella.

La partita

Allo stadio Meazza di Milano è tutto esaurito: oltre 78 mila spettatori per assistere ad uno dei classici della serie A.

Montella, da un lato, si aspettava un'ulteriore conferma dopo la bella vittoria contro il Chievo, mentre Allegri cercava i primi pesanti punti contro una grande.

La partita inizia con un forcing asfissiante dei rossoneri che nei primi 10-15 minuti sembrano poter impensierire la Juventus con le sortite offensive di Borini, Suso e quel salvataggio clamoroso sulla linea di Asamoah su tiro a botta sicura di Kalinic. Tuttavia, i bianconeri non si scompongono e contenuta la minaccia iniziano ad alzare il baricentro e prendere possesso del centrocampo fino a gelare il pubblico presente con la prima perla di un redivivo Higuain al 23esimo.

Il Milan prova subito una reazione, ma ci si mette anche la sfortuna quando al 45esimo Kalinic centra in pieno la traversa su un lancio di Rodriguez, spizzato di testa da Calhanoglu (decisivo il tocco miracoloso di Gigi Buffon).

Idealmente è qui che finisce la partita del Milan, mai più in grado di impensierire seriamente la difesa bianconera per tutto il secondo tempo. Nella ripresa, infatti, scompaiono dal campo i vari Suso, Calhanoglu e l'unico che sembra non mollare mai è il solito Borini. E la seconda rete di Higuain al 63esimo annulla ogni possibile velleità milanista, proiettando la Juve in testa alla classifica e rendendo ancora più traballante la panchina di Montella.

Fattore Pipita

Alla faccia delle critiche, la fine di ottobre come ogni anno coincide con l'arrivo della perturbazione "Higuain". E come un uragano, il Pipita si è abbattuto sul Milan di Montella con due gol che rappresentano il Manifesto di un grande campione. Un bomber troppe volte criticato ingiustamente, che nonostante tutto trascina con forza la Juventus davanti a tutti e raggiunge quota 6 gol nella classifica marcatori: con queste due reti sono 101 le marcature in serie A.