All'Italia sarà sempre legato, nel bene e nel male. Il calcio italiano gli ha dato tanto e le sue stagioni più belle e ricche di successi sono quelle trascorse alla Roma che lo hanno consacrato come uno dei più forti calciatori della sua epoca. Ma l'Italia gli ha anche dato la delusione più cocente, eliminando il suo fortissimo Brasile ai Mondiali del 1982. Stiamo ovviamente parlando dell'ottavo re di Roma, Paolo Roberto Falcao, tornato nel Belpaese per presentare il documentario di David Rossi a lui dedicato, 'Chiedi chi era Falcao'. L'intervista rilasciata al Corriere della Sera è ovviamente l'occasione utile per parlare di calcio internazionale, in un momento particolarmente buio per l'Italia.

Falcao 'bacchetta' il calcio italiano

L'eliminazione dell'Italia ad opera della Svezia nei play off Mondiali viene definita "assurda" dall'ex centrocampista della Roma e della Nazionale brasiliana. "Calcisticamente è una tragedia - dice - ma è questo il momento in cui bisogna fare il punto e rinascere. Perché il problema dell'Italia non nasce in questa partita, è un malessere che parte da lontano, dai giovani". Falcao punta il dito su un nervo scoperto, la poca cura dei settori giovanili in Italia è certamente un problema reale che non nasce sicuramente negli ultimi anni. "In Italia mortificate i giovani, bastano un paio di errori e vengono bruciati. In Brasile non facciamo così, quando ero CT della Nazionale nel '90 ho lanciato Mauro Silva, Leonardo e Marcio Santos quando in pochi li conoscevano".

In merito alla situazione attuale della Nazionale italiana sottolinea anche che "chi comanda dovrà necessariamente trarre delle conseguenze da questa disfatta".

Il Brasile e la Roma

Parlare del passato è però inevitabile: a partire da quella che, 35 anni fa, è stata forse la pagina più esaltante del calcio italiano che ha conciso con una delusioni più cocenti del Brasile.

"Allora l'Italia era forte ed aveva grande personalità, anche se credo che sarebbe stato più giusto un pareggio. Quel Brasile di fenomeni però lo ricordano tutti ancora oggi, anche se ha perso quella partita con l'Italia". Quella di Falcao fu veramente una generazione di fenomeni, eppure quella meravigliosa selecao non vinse nulla.

Le sue soddisfazioni più grandi vennero dal campionato italiano. "Quella Roma era fortissima, vincemmo uno scudetto, ma dovevamo vincerne due. Il gol annullato a Turone è il più grande scandalo della storia del calcio italiano. Ancora oggi non riesco a capire quel fuorigioco - sottolinea l'ex giocatore brasiliano riferendosi a Juventus-Roma della stagione 1980/81 - ma so soltanto che eravamo più forti della Juventus e meritavamo quello scudetto". Falcao ricorda in particolare l'artefice principale di quella squadra, quello che più di ogni altro è stato il 'suo' allenatore, Nils Liedholm. "Un uomo fantastico anche nello stile, era incredibile ad esempio quando girava attorno alle cose: se non ti voler far giocare la domenica diceva di averti visto male il martedì".

Compagno di squadra di Falcao nella Roma campione d'Italia della stagione 1982/83 era Carlo Ancelotti. "Aveva una grande visione di gioco; certo allora la stoffa dell'allenatore non si vedeva, parlava molto poco". Da qui la domanda è d'obbligo, alla luce delle indiscrezioni che lo darebbero in qualità di maggiore candidato per la panchina della Nazionale, Ancelotti potrebbe essere l'uomo giusto per riportare l'Italia ai massimi livelli del calcio internazionale? "Una delle ultime volte che ci siamo visti, gli ho detto che deve vincere un Mondiale. Come allenatore praticamente gli manca solo quello. Certo che adesso sarebbe un pò lunga riuscirci".