Milan-Inter, un importantissimo derby della Madonnina che si avvicina. In caso di successo, i nerazzurri porterebbero a 13 i punti di vantaggio sui cugini, sono in palio punti pesanti da una parte e dall'altra. Ma il derby fa storia a parte, anche quando non c'è uno scudetto o una finale di Champions League in palio, anche se si tratta di una gara non ufficiale.

La recentissima scomparsa di Rino Marchesi ci fa tornare in mente un aneddoto che lo riguarda e che, visto con gli occhi di chi segue il calcio oggi, sembra a dir poco surreale. Marchesi guidò l'Inter nella stagione 1982-83 e di tutti gli allenatori nerazzurri che hanno disputato almeno una stagione alla guida della squadra (esclusi dunque tecnici cosiddetti di 'transizione') è l'unico a non aver vissuto il derby in campionato.

In quella stagione il Milan era in Serie B, ma ci fu lo stesso un'occasione di confronto con i rossoneri nella seconda edizione del Mundialito Clubs. E le conseguenze di un match che nel calcio dei 'freddi numeri' così in voga ai giorni nostri viene catalogato come 'amichevole', le vivrà sulla sua pelle.

Derby non ufficiale ma storico

Il 2 luglio 1983 è una giornata caldissima a Milano e non solo per la temperatura. I ricordi dei violenti scontri tra le tifoserie rivali della stracittadina al Mundialito di due anni prima, nel match che di fatto consegnò la vittoria del torneo all'Inter, sono vivi e palpitanti. Il derby del Mundialito 1983 è quello in cui gli ultras di Inter e Milan stipulano il patto di non belligeranza che, bene o male, regge ancora oggi.

Ma nella sede dell'Inter fa ancora più caldo: la stagione è stata lunga e difficile, la squadra ha chiuso il campionato al terzo posto dietro Roma e Juventus, eliminata in Coppa delle Coppe dal Real Madrid e in Coppa Italia dalla Juventus. Marchesi, a detta dei critici, non ha saputo risolvere alcuni enigmi tattici che hanno condizionato la stagione, primo tra tutti la convivenza 'impossibile' tra Evaristo Beccalossi e Hansi Muller. Però il Mundialito, dove insieme al Milan c'è anche la Juventus e ci sono due giganti sudamericani come Flamengo e Penarol, può essere un bel viatico di chiusura in vista di una nuova e ambiziosa stagione che, nelle intenzioni della dirigenza, dovrà essere quella del riscatto.

Peccato che l'Inter perda tre gare su tre contro Flamengo, Penarol e Juventus e giunga pertanto al derby a quota zero punti. Non che il Milan abbia fatto sfracelli nel torneo, due punti frutto di due pareggi con Juve e Flamengo (dove però il diavolo fa una grandissima gara) dopo l'iniziale ko con il Penarol. Il successo in quel di San Siro se lo giocano la Juventus di Platini e i brasiliani orfani di Zico (appena passato all'Udinese), vinceranno i bianconeri e si aggiudicheranno il trofeo. Il derby vale solo per il primato cittadino, ma l'impressione è che la pazienza di Ivaoe Fraizzoli nei confronti di Marchesi si sia esaurita da un bel pezzo.

Serena: 'Una delle mie partite più belle'

La scorsa estate Mediaset ha rispolverato le partite del Mundialito come 'apripista' del neonato Mondiale per Clubs.

Nella circostanza sono stati sentiti alcuni protagonisti delle notti del Mundialito milanese e tra questi Aldo Serena che vestiva la maglia del Milan ma che sarebbe tornato all'Inter dopo il torneo e che, come vedremo, di quel derby sarà protagonista assoluto.

Quella partita me la ricordo come una delle più belle – ha detto l'ex attaccante – e un San Siro così gremito non l'ho mai più rivisto. Quella sera, visto che si giocavano due partite, c'erano anche i tifosi della Juventus, non c'era davvero uno spazio libero. Proprio la mattina, prima del derby, mi avevano comunicato che sarei tornato all'Inter ma non ho avuto problemi di nessuna sorta nel giocarci contro. Tra l'altro ho realizzato uno dei miei gol più belli, quella botta al volo di sinistro che si insacca all'incrocio dalla parte opposta.

Un bellissimo ricordo”.

Di reti Serena ne realizzerà due quella sera, con in mezzo il temporaneo pareggio di Altobelli, consegnando i due punti al Milan e lasciando l'Inter sul fondo a zero punti. Farà anche in tempo a beccarsi sul campo con Graziano Bini che a breve sarebbe stato il suo capitano.

L'esonero di Marchesi

Per Fraizzoli è davvero troppo e se da un lato il ko nella stracittadina gli consente di dare il benservito senza indugio a un allenatore mai amato, il presidentissimo nerazzurro è anche un grande tifoso e la sconfitta con un Milan appena tornato in Serie A gli brucia tantissimo e avrebbe preferito evitare un epilogo così amaro.

Fraizzoli licenzia Marchesi e prende Radice”, titola la Gazzetta il giorno dopo come spalla all'articolo sul derby.

In realtà non sappiamo se senza il Mundialito l'esperienza di Marchesi all'Inter si sarebbe chiusa in modo tanto brusco. La sua Inter, crollata decisamente nel torneo, con due senatori come Oriali e Bordon in procinto di fare le valigie e con tanti equivoci tattici mai risolti da Marchesi che avrà comunque il merito di lanciare in pianta stabile due perni del futuro come Zenga e Ferri, disputò una buona stagione solo agli occhi di chi oggi legge le 'fredde cifre', ma di fatto le ombre furono più lunghe delle luci.

La stagione milanese di Rino Marchesi si interruppe pertanto in quel 'maledetto derby' e a conti fatti fu tra le meno felici della sua carriera, al netto del terzo posto in campionato.

Al suo posto Gigi Radice sarebbe stato protagonista di uno degli inizi di stagione peggiori dell'ultracentenaria storia interista, ma questa è davvero un'altra storia.