Roba da “Striscia lo Striscione”. A fare notizia, nell’ultimo fine settimana, ci hanno pensato i tifosi dello Sparta Praga. I fans del più importante club della Repubblica Ceca hanno trovato un modo piuttosto originale per dare il loro benservito ad Andrea stramaccioni. Dedicato al tecnico romano, che da inizio stagione siede in panchina, è stato esposto un enorme biglietto aereo. Con destinazione Italia. E di sola andata.

Un feeling mai nato

Un biglietto aereo per l’Italia, andrea stramaccioni lo avrà quasi sicuramente acquistato in questi giorni. Il campionato della Repubblica Ceca è arrivato alla sosta invernale e il tecnico avrà bisogno di passare il Natale a casa. Tranquillo e a riflettere sui primi mesi di esperienza a Praga. Mesi non facili, in cui la squadra non è mai decollata. Ma soprattutto per il rapporto con la tifoseria locale.

Un rapporto inizialmente freddino, ma che nelle ultime settimane è diventato di evidente ostilità. E lo striscione di domenica, esposto nel match casalingo contro il Mlada Boleslav, non è stato il primo. E rischia di non essere l’ultimo.

Una vittoria passata sotto silenzio

La contestazione dei tifosi contro il tecnico romano ha fatto passare sotto silenzio la vittoria per 3-0 di domenica. Per la verità, piuttosto scontato visto che i rivali di giornata erano gli ultimi della classe.

I 3 punti conquistati hanno permesso allo Sparta Praga di chiudere il girone d’andata a quota 28 punti, frutto di 8 vittorie, 4 pareggi e altrettante sconfitte. Al quinto posto, in piena lotta per la zona Europa, ma fuori dai giochi per il titolo nazionale. Ma questo, non per colpa di Stramaccioni, ma per l’incredibile cammino del Viktoria Plzen che ha girato a passo di record con 15 vittorie e in pareggio.

Obiettivi ancora a portata di mano

Il quinto posto attuale non spiega del tutto le difficoltà dello Sparta. Il club, che non vince in patria dal 2014 (quando centrò il tris campionato, coppa nazionale e Supercoppa), ha balbettato anche sugli altri fronti. Fuori nei preliminari di Europa League per mano della Stella Rossa di Belgrado. E out anche in coppa per mano dell’Ostrava. Alla ripresa dopo la sosta, tutti gli sforzi saranno quindi concentrati sull’unico obiettivo rimasto: raggiungere ancora una volta le coppe europee. Obiettivo peraltro dichiarato a inizio stagione.

Quante difficoltà per Stramaccioni

Per Stramaccioni il compito non si prospettava facile fin dall’inizio. Intanto per il blasone che lo Sparta può vantare in patria e di conseguenza per le aspettative dei tifosi, abituati a vincere. Ma anche per questioni ambientali. Il ceco non è proprio la lingua più facile del mondo, per di più in uno spogliatoio infarcito di giocatori stranieri, provenienti da oltre 10 paesi diversi.

Forte della sua esperienza maturata nei settori giovanili italiani, il tecnico romano ha puntato su una rosa di giocatori emergenti, mettendo da parte alcuni dei veterani. Come l’ex Arsenal Rozicky (37 anni) e il bomber Lafata, vincitore delle ultime 6 classifiche cannonieri e miglior realizzatore di sempre del campionato ceco. Altri talenti arrivati in estate non hanno convinto, come l’ex interista Biabiany. Inoltre la squadra non ha mai mostrato un gioco spettacolare. Il lavoro da fare nel 2018 sarà tanto, a partire dalla riduzione della rosa, come ha dichiarato lo stesso Stramaccioni nei giorni scorsi.

Proseguire nella tradizione vincente del made in Italy

Per ora, la vocazione internazionale di Andrea Stramaccioni non si è rivelata vincente. L’esperienza a Praga è arrivata dopo quella altrettanto difficile in Grecia, al Panathinaikos, con l’attenuante però di aver preso la squadra in corsa. Almeno per la stagione 2017/18, l’ex Inter e Udinese non si iscriverà nel club degli allenatori italiani che hanno saputo vincere all’estero. Un elenco di cui fanno parte nomi illustri come Giovanni Trapattoni, Marcello Lippi, Fabio Capello, Carlo Ancelotti, Claudio Ranieri, Luciano Spalletti, Antonio Conte e Roberto Mancini. Ma anche altri meno blasonati che hanno saputo mettere a frutto il know-how di casa nostra, come Massimo Carrera e Marco Rossi, che appena pochi mesi fa hanno portato al trionfo lo Spartak Mosca in Russia e l’Honved in Ungheria.

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