Non c'è pace in casa Milan. I rossoneri sono alle prese con l'adattamento alla nuova gestione tecnica guidata da Gennaro Gattuso dopo l'esonero inaspettato di Vincenzo Montella. La squadra continua a stentare in campo e sicuramente i demeriti non sono di Ringhio che finora ha avuto poco tempo per lavorare ma è evidente che la società si ponga delle domande. La stagione del Milan è quasi compromessa e solo il neo allenatore può salvare il salvabile.

Fassone e i suoi errori

Il Milan in estate ha rivoluzionato la rosa spendendo circa 230 milioni di euro. Cifre altissime che non corrispondo, attualmente, alle aspettative della società. La crescita e l'amalgama della nuova rosa è lenta e il primo a farne le spese è stato Vincenzo Montella, ormai ex allenatore del Milan. E' evidente, però, che le colpe non sono solo dell'aeroplanino ma anche di un mercato fatto senza la giusta programmazione.

A tal proposito, è intervenuto direttamente e inaspettatamente l'amministratore delegato rossonero Marco Fassone facendo autocritica. Secondo il dirigente meneghino sono stati commessi almeno due errori di valutazione nella scorsa sessione di calciomercato. Non c'è una dichiarazione ufficiale su quali errori siano stati fatti ma è facilmente intuibile che qualche acquisto estivo non andava fatto. Su tutti spicca il nome di Hakan Calhanoglu: un giocatore dalla difficile collocazione tattica e che rischia di salutare già a gennaio dopo i 24 milioni spesi dal Milan in estate.

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Tra i possibili 'errori' potrebbe starci anche Leonardo Bonucci. Per stessa ammissione dei dirigenti milanesi, l'occasione per l'acquisto dell'ex difensore della Juventus, si è presentata all'improvviso. Un colpo di mercato da 42 milioni che probabilmente erano destinati all'acquisto di un attaccante.

Montella, un addio scontato

Il Milan ha cambiato allenatore promuovendo Rino Gattuso alla guida della prima squadra.

L'idea era stata programmata già in estate da Massimiliano Mirabelli e Marco Fassone che già avevano mal digerito la conferma dell'aeroplanino in panchina. La volontà dei dirigenti rossoneri, secondo quanto rivelato da Alfredo Pedullà, era quella di affidare il Milan a Roberto Mancini. La difficoltà di gestire le problematiche ambientali hanno portato alla conferma dell'aeroplanino. L'addio era scontato ed è arrivato.

Intanto Ringhio ha ammesso le cattive condizioni fisiche dei suoi uomini ereditate dalla gestione Montella. Una gestione che si è rivelata fallimentare.

Milan, un'altra cattiva notizia

Piove sul bagnato in casa rossonera. Secondo alcune indiscrezioni sarebbe in arrivo la risposta negativa sul 'Voluntary Agreement' richiesto da Marco Fassone all'Uefa. Si va verso il 'Settlement Agreement' che porterà inevitabilmente al rallentamento della crescita del club.

In estate, infatti, il Milan dovrà cedere qualche pezzo pregiato della rosa per sistemare i conti societari e rientrare nelle regole del fairplay finanziario.

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